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I social: uno strumento straordinario per aiutare le persone a rimanere in contatto tra di loro e rafforzare le relazioni pur amati e odiati sul tema dell’autenticità dei legami che generano

Non è mistero – e a darne gran voce è stata la rivista Forbes recentemente – che la trasformazione della news feed di Facebook nel tentativo di salvaguardare i rapporti fra amici e familiari a discapito dei contenuti media e dei marchi, abbia avuto un impatto negativo sul patrimonio del suo fondatore.

Una tendenza che occorre capire in quale direzione stia consolidandosi: è certo capitato a tutti di valutare ormai piuttosto ridotta la visibilità di post e profili personali a meno di sponsorizzazioni a pagamento.

Riscontro sicuramente non positivo per il cosiddetto B2B, ancor più se supportato da un bisogno latente di mantenere le proprie relazioni in fisico e non confinarle al solo mondo virtuale

Business to Business significa infatti, soprattutto, instaurare relazioni: lavorare all’interno di una rete professionale che tenda a mantenersi nel tempo e basata su una fiducia reciproca che permetta crescita e collaborazione verso un unico obiettivo comune.

Un processo che viene riassunto nel termine Networking e si avvale di veri e propri eventi realizzati su base periodica per agevolare il contatto con aziende leader ed esperte di un settore

individuarne i passaggi fondamentali per la realizzazione con successo non è una semplice arte comunicativa cui si può essere più o meno inclini bensì una scienza, fatta di punti chiave e interazioni dalle quali non si può prescindere.

Ne abbiamo parlato con Piero Fioretti, fondatore di Natwork (http://www.natwork.me/), un’applicazione realizzata con il preciso obiettivo di favorire l’incontro fra ipotetici partner durante gli eventi B2B.

Un dato sicuramente è stato significativo dopo interviste a imprenditori, startupper e liberi professionisti: il 75% dei partecipanti degli eventi B2B considera le opportunità di networking con potenziali investitori, partner commerciali, fornitori o collaboratori offerte da uno specifico evento fondamentali per decidere se iscriversi o meno.

Non meno indicativo un secondo risultato: l’82% dei partecipanti è insoddisfatto poiché difficilmente durante gli eventi riesce a trovare i partner ideali.

Cuore pulsante dell’applicazione è un algoritmo definito di matchmaking ideato all’Università di Oxford che permette di consultare dati e statistiche sulle interazioni fra i partecipanti durante gli eventi che organizzano in modo da consentire agli organizzatori di misurare il successo dei loro eventi.

L’algoritmo, attraverso la scansione dei biglietti da visita, mostra all’utente i partecipanti più affini al suo business e massimizza pertanto la probabilità di stringere nuove collaborazioni di valore per lo sviluppo sinergico del business

Il nostro obiettivo – interviene il fondatore Piero Fioretti – è quello di cavalcare l’onda tra il digitale e l’analogico. Le persone e le relazioni, sempre più, si perdono nel mondo virtuale senza prendersi cura di esse. Ogni biglietto da visita perso o dimenticato è un’opportunità sprecata, Natwork li mette al sicuro digitalizzandoli con lo scanner ocr integrato

A concorrere al bagaglio informativo su cui lavorare: il numero totale di biglietti da visita scannerizzati, l’andamento temporale degli incontri – i “match” da cui prende il nome – e delle scansioni biglietti da visita, il numero totale di match proposti dall’algoritmo e avvenuti , i dati demografici anonimi dei partecipanti, sulle loro posizioni lavorative e le aziende rappresentate per concludere con i dati sui trend di interessi tra i partecipanti.

Che dire… anche questa volta dovremo dire che l’Intelligenza Artificiale ha ancora bisogno dei nostri bigliettini da visita!


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