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C’è un illustre precedente storico per inquadrare patologicamente i comportamenti di taluni personaggi politici pubblici, di cui Laura Boldrini è l’esempio più eclatante, ma che coinvolgono anche una parte diffusa dell’establishment pseudo intellettuale e anche del popolo diffuso.

L’esempio si rifà alla rivoluzione bolscevica quando, di fronte ad una contestazione tecnica di un suo piano commerciale, Lenin avrebbe risposto: “Se il mio piano contrasta con la realtà, peggio per la realtà”.

Ecco il nucleo del problema. Un ideale di sé e della realtà circostante viene a confliggere con il reale del dato e della quotidianità, e il secondo deve cedere di fronte alle istanze disturbate e alienate del portatore della verità assoluta.

È una questione di importanza letteralmente essenziale per questo soggetto. Un mio amico, esperto di vita lecita ed illecita, un giorno scherzando disse che avrei potuto essere denunciato per istigazione al genocidio. Il mio impegno a perseguire la strada della consapevolezza diffusa avrebbe portato, il giorno stesso dell’avvenuta presa di coscienza collettiva, ad un picco incontrollabile di suicidi. Perché niente è più devastante e angosciante per l’uomo, fosse pure nei pochi secondi prima di esalare l’ultimo respiro, raggiungere la verità di vivere e di avere vissuto nella più completa irrealtà, nella più illusoria falsità, nella più labile evanescenza del proprio Io.

Questa considerazione non è affatto esagerata, se pensiamo a quanto avviene nel variegato paesaggio politico e sociale dell’attualità.

Soros, il fuorilegge sovvenzionatore delle peggiori calamità terroristiche e finanziarie, con una condanna a morte ed una all’ergastolo per crimini contro l’umanità nel sud-est asiatico, viene ricevuto da Gentiloni in Italia. E tutto va bene. Le Ong vengono inquisite dalla magistratura per traffico di uomini e per interessi economici illegali, ma sono difese per la loro opera umanitaria. E tutto va bene. Buzzi afferma di guadagnarci più coi migranti che con la droga, ma l’invasione continua. E tutto va bene. La criminalità allogena colpisce quotidianamente e le carceri strabordano di stranieri, ma il problema è l’insicurezza percepita. E tutto va bene. L’Islam ha dichiarato guerra all’Occidente e all’Europa, ma gli apostoli della bontà si esibiscono con gessetti, barchette e canottiere rosa.

A fronte di una realtà insidiosa e ostile c’è ancora chi si ostina ad interpretarla secondo le proprie griglie patologiche del personale sentire disturbato. Il non voler vedere è una operazione psichica che va ben oltre la semplice volontà, seppure presente per interessi di parte e commerciali, per arrivare ad un vero e proprio meccanismo di difesa interiore.

È una forma alienata di costruzione di un mondo interno che deve recuperare delle mancanze primarie, coprire dei vuoti affettivi che devono essere compensati attraverso la diffusione di una bontà che non è mai stata sperimentata su di sé.

Anche per questi motivi psicopatologici, personaggi ipnotizzati e ipnotizzanti come Laura Boldrini e i suoi sodali risultano essere particolarmente pericolosi.

Come scrisse Pier Paolo Pasolini, “C’è gente che fa della propria mitezza un’arma che non perdona”, e soprattutto le conseguenze della loro induzione alla umanità vischiosa ricadono su altri soggetti sani e strutturalmente innocenti.


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