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Le materie scientifiche sono una cosa da donne: il 36,8% delle ragazze ha media pari o superiore all’8 alle scuole superiori, rispetto al 32,1% dei compagni. Nonostante ciò, ben il 25,7% (contro il 13,0% dei maschi) non valutano come importanti le competenze tecniche, scientifiche e informatiche per il mondo del lavoro.

Questi sono solo alcuni spunti emergenti dalle survey sviluppate dall’Associazione STEM by Women, il network associativo supportato da Politecnico di Torino e Università degli Studi di Torino che intende favorire gli studi e le carriere femminili in area STEM – Science, Technology, Engineering and Mathematics.

Il 42% delle donne STEM ha scelto il proprio percorso tra i 14 e i 18 anni e per il 56% è stata la passione verso le materie studiate il motivo principale che le ha convinte. Le studentesse delle scuole superiori, sebbene ottengano migliori risultati rispetto ai coetanei di sesso maschile nelle materie scientifiche non li considerano importanti nel proprio percorso di crescita professionale.

Per quanto riguarda le studentesse universitarie invece la preoccupazione più diffusa riguarda la difficoltà di bilanciare adeguatamente la vita privata e il lavoro (indicata dal 70,8% delle rispondenti all’indagine), seguita dalla consapevolezza di trovarsi a lavorare in un ambiente prettamente maschile (per il 40,6%). Non mancano anche i suggerimenti più diffusi, tra i fattori che potrebbero favorire la scelta femminile di percorsi scolastici e lavorativi troviamo: l’incremento delle esperienze pratiche e laboratori, un maggior numero di role model femminili e più iniziative significative e concrete da parte delle aziende.

Il quadro che emerge da queste survey è una fotografia chiara ed evidente di quanto le criticità legate al rapporto tra l’universo femminile e le materie scientifiche siano trasversali e interessino tutte le donne, che siano esse studentesse di istituti superiori, universitarie o professioniste già inserite nel mondo del lavoro”, dichiara Barbara Preti, Presidente STEM by Women.

Grazie a questo lavoro di indagine abbiamo raccolto nuovi stimoli per prossime azioni mirate a colmare questo gap di genere e a sradicare preconcetti inutili e dannosi che rallentano il percorso di affermazione di tante giovani di talento – molto spesso inconsapevoli delle loro capacità – presenti nel nostro Paese”.

Le indagini, concentrate su temi come sviluppo di carriera, limitazioni, opportunità, paure e timori nell’intraprendere una carriera in questo campo, hanno coinvolto studentesse di scuole superiori piemontesi (quattro licei e sei istituti tecnici professionali), delle Università (Università degli Studi e Politecnico di Torino) e donne che già ricoprono ruoli professionali STEM. I risultati, sono stati presentati all’evento dell’associazione “Studi e Carriere STEM: vincoli, opportunità e sogni” presso il Politecnico di Torino e nell’ambito dell’Italian Tech Week davanti a una platea di studentesse universitarie e donne lavoratrici in aziende in campo STEM.


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