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Siamo ormai sempre più circondati da sistemi di governance informatizzati dove è il codice (algoritmi) che determina, organizza e vincola le interazioni umane.

A sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema è Anima Select ( www.AnimaSelect.it), l’organizzazione che ha rivoluzionato il mondo degli incontri grazie alle tecniche scientifiche dell’ «abbinamento emotivo» ideate dallo psicologo Stefano Benemeglio e che – contro lo strapotere degli algoritmi – propone un ritorno alla centralità dell’essere umano.

Secondo gli analisti di Anima Select, con i processi e i dati che continuano a crescere in maniera esponenziale, si passerà dai 20 miliardi di oggetti oggi connessi in rete ai 30 miliardi entro il 2020, in una nuova iperconnettività trasportata dal grande fiume di dati sempre in piena che scorrerà costantemente in ogni momento.

Chi sono oggi realmente i driver della raccolta e diffusione delle notizie? Nella società del calcolo l’informazione è solo quello che si vede? A queste domande complesse anche l’Ordine dei Giornalisti ha deciso di tentare di dare una risposta, avviando un percorso per intervenire direttamente nel processo di elaborazione dei nuovi formati tecnologici.

Il primo appuntamento, dal titolo “Algoritmi in redazione, negoziabilità del codice e autonomia del giornalista“, è previsto a Roma, il 12 dicembre 2018 dalle ore 9,30 alle 13,30, presso la Biblioteca Nazionale ed è valido per la formazione dei giornalisti con 6 crediti deontologici.

Il problema, sottolineano gli analisti di Anima Select, è che non sono solo gli esseri umani ad effettuare accessi ed operazioni: il fenomeno riguarda entità quali macchine, applicazioni, software e device dietro ai quali sempre più spesso si celano degli algoritmi.

«Eppure affidarsi ad un algoritmo è come guidare una macchina senza la garanzia che, sterzando a sinistra, girerà a sinistra. E nonostante ciò oggi – chi più e chi meno – senza accorgercene lo facciamo tutti» sottolinea Giuseppe Gambardella, ideatore e ceo di Anima Select.

L’Internet of Everything è ormai realtà, con oggetti che si rendono riconoscibili ed acquisiscono intelligenza artificiale, sveglie che suonano prima in caso di traffico o scarpe che trasmettono tempi e velocità per gareggiare con altri sportivi dall’altra parte del globo. E dietro ci sono sempre ed immancabilmente degli algoritmi a governare tutto.

Algoritmi che – con le loro classificazioni e divisioni in classi di prezzo e disponibilità – stanno disumanizzando la società.

Per quanto riguarda più specificamente le relazioni umane e quindi anche l’amore, gli algoritmi utilizzati dalle app non fanno che creare coppie “scoppiate” in partenza.

«Quella dei match determinati dai computer può essere al massimo un’illusione, come i disegni generati da algoritmi frattali, che solo al profano possono sembrare arte autentica. Ma è solo a partire da un percorso di crescita personale che si può arrivare a conquistare tutto ciò che si vuole, non solo un uomo o una donna – a seconda dei casi – ma anche successo, wellness finanziario e tutto il resto» assicura Giuseppe Gambardella.

Anima Select rilancia così un nuovo umanesimo che mette al centro la persona e non solo nell’ambito dell’amore, ma in tutti i campi: a cominciare dal benessere personale fino al mondo del lavoro.

Perché è vero che il giornalismo, e quello italiano in particolare, non brilla per onestà intellettuale e correttezza professionale, ma affidarsi ad algoritmi che rispondono a logiche ben precise non è proprio il massimo in tema di indipendenza e libertà.


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