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La tematica è fresca, un’ondata che nei prossimi dieci anni si stima possa investire tutti gli istituti finanziari; parliamo di archivi informatici inalterabili, tracciabili e condivisi: la Blockchain che, più comunemente nota per il solo scambio di criptovaluta, non è del tutto immediato immaginarla associata alle certificazioni linguistiche.

L’idea, pur su base internazionale – vista anche la sede operativa maltese, perché uno dei primi Paesi al mondo ad avere regolamentato le criptovalute – nasce dall’italiano Enrico Zanardo, classe 1976, originario di Conegliano (TV), bolzanino d’adozione, esperto in linguistica computazionale.

Un’origine bolzanina che, sede nota per la conduzione trilingue degli istituti universitari, ha fatto emergere una certa difficoltà nel riconoscimento dei livelli dei test linguistici dove, in esercizi e test proposti, non si usa tenere conto delle specifiche particolarità lessicali del mondo.

Partiamo da questo dato: l’Università di Cipro è stata la prima, a livello mondiale, non solo in grado di accettare il pagamento delle tasse universitarie in criptovalute ma di registrare gli esami sostenuti nella Blockchain.

La domanda è: perché non usare la Blockchain per fare in modo non solamente di accettare pagamenti e certificare gli esami ma anche per creare un sistema che, in questo modo distribuito, riesca a fornire un eguale livello sia nella creazione che nella correzione dei contenuti? E che renda, altresì, tutto equiparato e contenstualizzato laddove ciascun esame venga sostenuto?

Questo l’obiettivo di unire la blockchain alla lingua e di OneZero Binary con MyPerformances: mettere insieme tutto un precedente set informativo e creare un framework comune che permetta a tutte le Università e gli Istituti di avere un percorso unico, per tutti, per certificare le competenze linguistiche delle persone e quindi poter dare loro la possibilità di sostenere gli esami sapendo di ricevere gli stessi criteri di valutazione e correzione in qualsiasi luogo questo venga fatto.

Parola di cui tanto si abusa ma poco si applica: meritocrazia. Il giudizio non sarà più imposto dalla correzione di un singolo docente ma sarà calcolato e ponderato in modo universale e obiettivo.

OneZero Binary rappresenta dunque una piattaforma rivoluzionaria che abbatte quell’anacronistica frammentazione dei sistemi di certificazione – tra scuole pubbliche e private, tra Università cosiddette di serie A e di serie B, tra Paesi diversi – che si trasforma in un freno alla libera circolazione delle persone e un ostacolo al loro inserimento lavorativo su scala mondiale.

Ma come funziona?

Scuole, Università, Enti di formazione creano esercizi linguistici. MyPerformaces li convalida attraverso un algoritmo secondo vari livelli di difficoltà. Gli items – sostanzialmente esercizi linguistici la quale atomicità possa essere valutata ai fini del calcolo del risultato finale del test – possono essere ceduti e acquistati su un marketplace da scuole, Istituti e Università ma anche studenti, docenti e professionisti da tutto il mondo.

I primi, acquistando gli items, risparmiano tempo e risorse da dedicare alla redazione dei test e alla loro correzione, offrendo ai propri utenti un servizio trasparente, meritocratico e sicuro.

I secondi, invece, superando i test ottengono certificazioni universalmente valide, tracciabili e sempre disponibili per le proprie competenze linguistiche.

Le transazioni avverranno in Academic Coin, la criptovaluta “coniata” dall’Academic Bank per MyPerformances. Ad ogni transazione, l’Academic Bank tratterrà una percentuale. Questa “cassa”, ha un totale limitato a 110.000.000 di Academic coin (proprio come il massimo voto di laurea in Italia) e servirà a finanziare il funzionamento del sistema di certificazione e ad assegnare borse di studio agli studenti più meritevoli. Con gli Academic coin ci si potranno comprare esercizi e certificazioni, pagare le tasse universitarie o avviare un’attività dopo gli studi.

Mi piacerebbe – interviene Enrico Zanardo – che in ottica futura si potesse utilizzare un sistema analogo anche per altre materie in modo da creare la figura professionale dello “studente” che, per il merito del proprio studio, possa autosostenersi economicamente in termini di spese e tasse: una sorta di borsa di studio meritocratica e non in base al reddito.

E prosegue:

Non sono intelligenti le sole persone dotate di strumenti economici per sostenere gli studi e istruirsi, anche ai restanti altri, con questo sistema, viene data la possibilità di esserlo e dimostrarlo. Il mondo ha continuo bisogno di spunti e innovazione da chi è in grado di fornirne.

Vantaggi nell’uso quotidiano?

L’iscrizione all’università, ad esempio: con la criptovaluta potrebbe avvenire in tempo immediato lasciando quei lenti bonifici che costringono a due fasi di presenza in sede, la prima per il pagamento, la seconda, per il completamento dell’iscrizione, a bonifico avvenuto.

Il riconoscimento esami per i cosiddetti free-movers: è ormai superato il concetto di completamento studi all’interno dello stesso Istituto, non altrettanto, tuttavia, il sistema di riconoscimento esami che, ancora oggi, fatta la richiesta all’Università di provenienza degli esami sostenuti, richiesto l’ingresso alla segreteria dell’Università di destinazione e attesa la riunione del consiglio per la convalida e la conversione parziale dei crediti, risulta una procedura assai macchinosa. Nascerebbe in questo modo una nuova “istruzione distribuita”.

E ancora, in fase di colloquio: quanti datori di lavoro, al momento della valutazione, contattano Università e Istituiti per verificare quanto scritto all’interno dei curricula valutati? Un nuovo livello di profondità di cui ciascuna azienda potrà usufruire.

E non finisce, pensiamo alla semplice macchinetta del caffè fuori da mense e uffici: la gente potrebbe pagare con un’applicazione mobile in bitcoin e agenzie di terze parti (distributori di caffè, per esempio) potrebbero integrare i loro sistemi con strumenti di accettazione della criptovaluta dando seguito a nuove professioni.

Il futuro è… condiviso!


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