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E se fosse proprio un’intelligenza artificiale ad aiutarci a gestire meglio le nostre finanze?

Non è fantascienza, anche il mondo della gestione del risparmio è coinvolto dal cosiddetto Machine Learning.

Ne abbiamo parlato con Benedetta Arese Lucini, co-fondatrice di Oval Money (https://www.ovalmoney.com/it/), start-up italo-inglese partita da Torino che ha riempito le pagine della Rete per aver superato – il 18 gennaio scorso – il proprio obbiettivo di £500,000 dopo sole 72 ore dal lancio pubblico della campagna di crowdfunding, raggiungendo, alla chiusura, il 58% in più dell’obiettivo iniziale e più di 1000 investitori coinvolti.

Fra i principali obiettivi proposti, l’educazione finanziaria

aiutare i propri utenti a gestire al meglio le loro finanze attraverso avanzate tecnologie di apprendimento automatico che lavorano sullo sfondo per elaborare e scoprire schemi nascosti all’interno dell’enorme flusso di dati dei comportamenti ricorrenti di spesa di ciascuno di noi.

Un dato a supporto di questa necessità formativa?

L’autorevole risultato della Standard & Poor’s Global Finlit Survey: in Italia, la conoscenza dei cittadini su prodotti finanziari è la più bassa dei paesi Europei, solo il 37% degli adulti raggiunge una sufficienza.

È qui che entra in gioco un linguaggio di programmazione informatico di alto livello in grado di implementare gli ormai sempre più nominati “algoritmi di apprendimento”.
L’applicazione rileva in automatico le abitudini di spesa ricorrenti, siano esse regolari o no; l’ algoritmo, dopo una pre-elaborazione, rileva i dati simili dividendoli in gruppi; un classificatore, infine, distingue le tipologie di transazioni identificandole in circa dieci indicatori di comportamento di spesa.
Sarà proprio al termine di questo flusso elaborativo che avrà ragion d’essere il valore più appropriato da destinare al risparmio: un’operazione, oltreché più efficace, meno “deterministica”.

Ma non si parla di soli algoritmi

All’interno dell’applicazione, un blog – già attivo – popolato da figure autorevoli in campo bancario e un marketplace di prodotti finanziari in imminente lancio, permettono all’utente di subire un processo educativo naturale, non solo in lettura ma anche operativamente.

Chissà che, per qualche risparmio in più, anche la sostituzione uomo-macchina, alle volte, possa essere accolta con minor riserva.


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