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Se un medico dell’ambulanza decidesse di non trasportare un paziente dichiarato grave al più vicino Pronto Soccorso, ma girasse per il territorio in cerca di una clinica privata, forse a qualche magistrato astuto o a qualche giornalista in buona fede verrebbe il sospetto di un interesse tra sanitario e privato.

Questo è accaduto per la nave Aquarius.
Alcune domande se le dovrebbero porre i cialtroni buonisti che occupano stradine e marciapiedi di alcune città italiane.

Come mai, sempre che ce ne siano, i responsabili della nave non hanno trasbordato donne e bambini?
Con quale criterio sottostante i sedicenti profughi hanno affermato che hanno pagato per venire in Italia? Sono migranti o turisti all’ultimo momento truffati dall’agenzia di viaggi?

Alcune domande banalissime nella loro semplicità, per introdurre un argomento che esula dal solito esame della questione demografica, dell’aspetto umanitario più o meno veritiero, del demagogico tema dell’accoglienza, per parlare invece dei contenuti criminologici nei comportamenti degli attori coinvolti in questo losco affare da schiavisti.

A riguardo della personalità psicopatica, una importante psicoanalista americana – Nancy McWilliams – scrive che, dalle più basse rappresentazioni della malattia mentale, questa struttura di personalità può elevarsi “fino all’educazione e all’incantevole eleganza” per raggiungere i “livelli più alti della gestione aziendale americana”, compresi i posti pubblici politici.

E quali sono le caratteristiche degli psicopatici? L’eloquio seduttivo e manipolatore, l’egocentrismo autoreferenziale, assenza di rimorso e di senso di colpa, l’abilità a mentire, la scadente affettività sempre falsa e superficiale, il rifiuto ad assumersi qualunque responsabilità.

Questi fanno finta di essere esperti, si presentano bene per poter manovrare meglio a proprio unico interesse senza curarsi dei danni che possono procurare, hanno una buona capacità di recita e di adattamento alle specifiche situazioni, anche se scoperti negano con freddezza e contrattaccano con le menzogne e le mistificazioni. La categoria diagnostica è lunga, ma questi indicatori sono più che sufficienti per inquadrare i personaggi che si aggirano attorno al business della cosiddetta migrazione.

Dai responsabili delle Ong alle cooperative diversamente colorate e sorte come funghi al profumo del denaro, dalla ipocrita accoglienza ecclesiastica alle vergognose esternazioni di sedicenti intellettuali, tutti presentano questo gravissimo quadro psicopatologico.

Uno disturbo gravissimo che non implica l’incapacità di intendere e di volere ma, anzi, una perfetta e lucida razionalità criminale, da cui l’estrema pericolosità.

Questo intreccio tra astuzia banditesca e onnipotenza psicopatica si può combatterla adottando due tattiche simultanee in un’unica strategia: bloccando il flusso di denaro che sostiene l’organizzazione mafiosa dell’accoglienza e togliere la comunicazione agli apparati di propaganda che diffondono notizie false e fuorvianti, perciò complici dell’operazione buonista.

Il sequestro delle navi, l’azione giudiziaria contro i comandanti delle stesse ed altre iniziative saranno poi molto più facili una volta tolto l’ossigeno finanziario e l’ipnotizzante visibilità mediatica.


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