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Val più la pratica che la grammatica. Non è che la saggezza popolare sia sempre infallibile.

Ma per la componente “gialla” del governo la pratica vale più di ogni altra cosa.

Che bisogno c’è di una laurea in medicina se ci si può affidare ad un mago per curare qualsiasi malattia? Che bisogno c’è di farmaci frutto di una ricerca quando si possono utilizzare i rimedi preparati da qualche santone e che curano contemporaneamente calvizie, cancro, calli e infarto?

Ovviamente non è così, ma la totale incapacità del governo di comunicare crea incertezza, dubbi, rabbia. E allora è evidente che si lascia spazio a chi racconta una verità falsa, ma l’unica disponibile.

Non c’è dubbio che la preparazione dei nuovi medici sia spesso carente. Non c’è dubbio che le industrie farmaceutiche non siano sempre irreprensibili. Ma quando si vedono i servizi di Striscia la Notizia sui santoni che accolgono i malati in stanze fatiscenti, qualche dubbio sulle alternative sorge inevitabilmente. Ma non è sorto nel governo quando ha pensato bene di equiparare fisioterapisti, ostretrici, tecnici della riabilitazione con chiunque si sia evitato studi universitari, formazione, tirocinio preferendo puntare sulla truffa legalizzata.

Questa è l’immagine che sta passando, questa è l’impressione che emerge dai silenzi governativi.

La “narrazione” comunica che d’ora in poi i centri massaggi, anche quelli ambigui, potranno spacciarsi per centri fisioterapici e di riabilitazione. Tutti nello stesso albo professionale. Non serve il titolo di studio. Basta aver esercitato, abusivamente, l’attività per 36 mesi negli ultimi 10 anni per poter far concorrenza a chi ha studiato, si è preparato, ha affrontato sacrifici personali ed anche economici. Falso, ma appare così.

D’altronde in Italia, ancora secondo la saggezza popolare, nulla è più stabile di ciò che è precario.

Perché lasciar emergere una realtà di questo tipo? Qual è la logica che sarebbe alla base di una simile idiozia? Quella del mercato? È il mercato che decide tra un medico e un finto mago? Allora perché non eliminare i controlli sanitari sul cibo? Sarà il mercato a decidere tra pomodori importati, con prezzo basso e alti livelli tossici, ed un prodotto italiano che rispetta i parametri di sicurezza?

Però bisognerebbe essere coerenti e chi si ritrova rovinato da un trattamento propinato dal santone truffatore e dalla massaggiatrice improvvisata dovrebbe evitare di correre ai ripari in strutture sanitarie pubbliche e regolari.

In realtà si parla di una sanatoria non per guaritori fasulli ma per chi ha lavorato in strutture ufficiali come dipendente. Anche senza i titoli richiesti.

E questa è una palese ingiustizia nei confronti di chi i titoli se li è conquistati. Perché è vero che alcune figure professionali non esistevano in passato (e costoro devono essere tutelati), ma è altrettanto vero che ci sono altre figure che non sono equivalenti ma che pretendono il riconoscimento attraverso sentenze dei tribunali. E poi, perché bastano 36 mesi in 10 anni? Se in ospedale lavora, da sempre, un fisioterapista senza laurea perché la laurea non esisteva in passato, negli ultimi 10 anni avrà lavorato 10 anni, non 36 mesi. Se no, cosa ha fatto negli altri 7 anni?

Una certezza comunque esiste: i comunicatori del governo dovrebbero essere esclusi da qualsiasi albo professionale. Dilettanti allo sbaraglio.


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