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Sempre più social: Facebook, Instagram e tutte le piattaforme virtuali di condivisione sono ormai una sorta di centro nevralgico del mondo in cui le persone vivono e trascorrono ore e ore della propria giornata.

L’autore e l’editore evolvono, si fanno 2.0, cercano un nuovo tipo di comunicazione per la pubblicazione di un libro o per quell’autopubblicazione che il gergo anglofono ormai chiama “self publishing“.

Tuttavia il problema non è farsi pubblicare ma farsi conoscere: se fino a qualche tempo fa l’autore contava su presentazioni in libreria dove radunare un congruo numero di persone cui elargire firme in prima pagina, oggi i tempi richiedono l’utilizzo di strumenti di diffusione il cui bacino d’utenza è infinito.

Scrivere un libro diventa, fin da subito, creare compartecipazione con i propri amici e i propri follower del fatto che lo si stia scrivendo: creare sondaggi, coinvolgere gli utenti, capire quali siano gli argomenti più interessanti prima di intraprenderne la scrittura, lanciare un sondaggio sulla copertina preferita. Creare in questo modo commenti, condivisioni e far sì che le interazioni aumentino.

Gli editori tradizionali non sanno nulla di ciò o, meglio, non sfruttano o non riconoscono questo potenziale.

È qui che subentrano gli editori digitali come Bruno Editore: si occupano di formazione, manualistica, i loro autori sviluppano un servizio legato al loro lavoro, usano il libro come strumento di marketing: focalizzarsi su una nicchia diventa conseguenza naturale di un’autorevolezza acquisita su un argomento i cui risultati raggiunti ne sono prova.

Protagonista digitale è, ancora una volta, un algoritmo: si chiama AmzRank1, raccoglie esperienze, analisi su classifiche, categorie,  sottocategorie. Risultato? Tutti i libri pubblicati da Bruno Editore rientrano fra i 100 bestseller.

E ancora: ricordate quelle tecniche americane note come creazione di mappe mentali? Questa la base di BookMap: si va a schematizzare un libro usando immagini, colori, segni, permettendo al cervello di fare brainstorming con tutte le conoscenze che un autore possiede su un determinato argomento che intende trattare per poi procedere all’effettiva redazione.

LeadFace, infine, è un sistema proprietario di marketing per acquisire lettori da Facebook: da un utente follower si individua, attraverso una targetizzazione degli interessi, come coinvolgerlo attraverso contenuti, articoli o addirittura omaggi.

Cercavo un modo certo per aiutare gli autori – interviene Giacomo Bruno,  proprietario e fondatore della Casa Editrice Bruno Editorea scrivere un libro e ottenere il risultato che si erano prefissati; non volevo essere l’editore a pagamento come i tanti esistenti. È la ragione per cui ho creato anche un’Accademia, la Numero1™ – questo il nome: un percorso di formazione con corsi dal vivo dove insegniamo una serie di competenze fra cui il parlare in pubblico, l’applicazione delle più efficaci tecniche di comunicazione, e il marketing“.

In questo momento storico, saper promuovere il proprio libro – quindi saper far parlare il proprio libro e farsi conoscere come autori – è più importante di tanti altri aspetti.

Per quanto ciò possa sembrare in contrasto con una presunta qualità di contenuti, riflettendo meglio non è così: se, un tempo, anche una persona in possesso di bei contenuti da condividere doveva scontrarsi con la selezione molto difficile degli editori (tutti sappiamo quanto un nome noto sia credenziale quasi unica per passare ogni selezione in proposito), ora, con queste tecniche, chi è bravo e ha contenuti interessanti può raggiungere un numero immenso di persone.

Parliamo di un sistema altamente meritocratico: buoni contenuti, tecniche corrette e il successo è garantito.


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