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Sempre più medici e salutisti affermano che la miglior medicina contro l’invecchiamento del corpo e della mente è la passeggiata quotidiana.

Anche se il pressing sul fitness e il welness diventa sempre più intenso e oramai ogni esperto di benessere ci consiglia di svolgere attività fisico-motorie aerobica, sembra che una tranquilla lenta camminata di almeno trenta minuti al giorno, magari dopo i pasti, aiuti a conservarsi in buona forma e a mantenere uno stato psico-fisico ottimale.

Che sia nel parco o in un bosco, oppure fra le strade cittadine, in salita o in pianura, la cosa certa è che camminare salva l’uomo dall’usura della vita moderna. Non importa il ritmo, la durata, se si va da soli o in compagnia: quel che conta è camminare!

Certamente, abituati come siamo alla vita sedentaria e al sovra-consumo alimentare, l’idea di dar fuoco alle energie e agli acidi assorbiti dagli zuccheri contenuti nei cibi mediante l’attività fisica è piacevole e ideonea per alcuni, assolutamente indesiderata da altri. Quindi, per coloro che non vogliono o non possono frequentare una palestra o una piscina, la soluzione c’è: camminare.

D’altronde, l’uomo è un camminatore nato. Ha sviluppato la posizione eretta proprio allo scopo di potersi muovere nello spazio pianeggiante con più facilità, producendo un movimento di gambe che è unico nell’intera fauna terrestre. Anche se la nostra civiltà è considerata “sedentaria”, essa si è sviluppata proprio grazie al nomadismo che ha portato l’uomo a raggiungere ogni angolo della Terra, soprattutto con lunghe marce di carovane che andavano alla ricerca di habitat migliori.

Negli ultimi decenni, poi, la mobilità umana si è sviluppata ai suoi massimi storici grazia all’uso della tecnologia, per cui aerei, navi, automobili e autoveicoli di ogni tipo hanno sostituito sempre più il tradizionale cavallo o appunto la camminata.

Ma l’inquinamento incontrollato del pianeta, dovuto al crescente consumo di combustibili fossili utilizzati dai mezzi moderni, spinge oggi l’uomo a rivedere il suo modello di sviluppo e a porre serie limitazioni all’utilizzo delle automobili e persino delle biciclette! Quindi, l’unica soluzione che appare praticabile per potersi muovere in libertà e in salute è tornato a essere il passeggio.

E quindi, come cantava un gruppo italiani negli anni ’60, “cammina, cammina” (e vivrai).


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