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Benedetta Spada, insegnante di yoga e autrice di numerosi best seller sul tema, ci spiega perché sempre più persone si avvicinano alle discipline olistiche come yoga e meditazione

che si rivelano essere non solo una fonte di benessere per il corpo ma soprattutto un rifugio per lo spirito; anche perché “mente e corpo sono una cosa sola”.

Che cosa significa Yoga?

La parola yoga significa “unione”, sia essa unione di mente e corpo, di spirito e materia, di maschile e femminile, di fuori e dentro, sulla base del principio cardine dello yoga per cui “tutto è uno”. Volendo attualizzare il significato riportandolo a questo momento storico, io penso allo yoga come inclusività, a discapito del messaggio che ci sta arrivando oggi ovvero che ci sia qualcosa lì fuori dal quale dobbiamo difenderci. In realtà quel qualcosa è già dentro di noi proprio perché siamo un tutt’uno con ciò che ci circonda e non ha senso alimentare la paura e la divisione quanto fermarci ad ascoltare questo messaggio.

Quale messaggio?

Noi ci sentivamo potenti, avevamo il controllo su tutto, avevamo la tecnologia…poi è arrivato un virus che ha fermato il mondo, mostrando la nostra vulnerabilità. In fin dei conti virus e batteri popolano il pianeta da molto prima di noi ma soprattutto popolano il nostro corpo. Ecco che qui arriva il messaggio dello yoga che ci ricorda che non siamo individui separati dal resto del mondo bensì una molteplicità di parti in continuo dialogo con il tutto. La pratica dello yoga vuole dare gli strumenti per armonizzare questa molteplicità, per unire le parti.

Quali sono questi strumenti?

In primis l’ascolto che è alla base della pratica. Portarci in uno stato di ascolto ci permette una nuova conoscenza del nostro corpo e da qui della profonda relazione con la mente. E poi per alcuni la connessione con l’anima. Lo yoga infatti è un percorso a più livelli. C’è chi si ferma alla pratica perché vuole ritrovare un benessere principalmente fisico, che va benissimo ma è un po’ come andare dal medico perché siamo afflitti dal mal di testa e pensare di curarlo con l’antidolorifico. Il farmaco toglie il sintomo ma non elimina la causa. Per arrivare a un benessere totale serve indagare l’origine del sintomo o ancora meglio l’origine psichica del sintomo per andare a rimuovere il processo mentale che ha innescato il problema. E questo è ciò che fanno le pratiche olistiche, aiutano a riconsiderare la propria vita partendo dalla causa del malessere e indagando l’individuo come insieme di corpo mente e anima. Allo stesso modo la pratica dello yoga può essere approcciata a vari livelli. Tutti possono accedervi ma pochi ne colgono il senso più profondo e questo livello non è per tutti.

Eppure in questo momento tanta gente si sta avvicinando allo yoga e alla meditazione. Perché?

La mia percezione è che l’escalation dell’interesse verso queste discipline si sia innescata già da un paio di anni. In fondo ciò che viviamo oggi era già nell’aria, il malessere era già presente nella nostra società e, anche se questo virus è recente, ricordiamoci che siamo costellati di persone malate e di patologie indotte dal nostro stile di vita, pensiamo alle malattie oncologiche o alle patologie croniche autoimmuni. I medici stessi già da qualche tempo hanno capito l’importanza di considerare la psiche come elemento fondamentale nella cura delle malattie e loro stessi suggeriscono ai pazienti di praticare la meditazione, lo yoga, il thai chi. Hanno giustamente notato come un lavoro condotto sull’emotività aiuti la stessa terapia medica. Oltretutto recenti studi scientifici hanno dimostrato che un’attività sportiva strong non aiuta il sistema immunitario anzi, e non a caso molti sportivi agonistici si sono ammalati con forme molto impegnative di questo virus. Questo ci fa riflettere sull’importanza di creare un terreno fertile per la nostra salute, partendo dall’alimentazione e dallo stile di vita. Questo momento ci sta dicendo che le persone più colpite non sono solo quelle più anziane ma sono quelle con un sistema immunitario indebolito da varie patologie quindi persone che prendono farmaci in maniera continuativa. E’ normale e giusto che molte persone si stiano chiedendo cosa fare per rinforzare il proprio corpo e stare bene. Oltre a questo, in un momento nel quale le persone si sono trovate smarrite e i punti di riferimento sono saltati completamente credo che la via dello yoga sia diventata per alcuni una via alla spiritualità più accessibile di altre.

Credi ci sia una relazione tra crescita dell’interesse per lo yoga e la crisi della religione?

Chi non ha una fede religiosa o fa fatica a viverla, ha bisogno comunque di qualcosa che aiuti a trovare delle risposte o a non trovare risposte ma semplicemente ad accettare il momento così com’è. In un tempo in cui è diventato impossibile accedere ai luoghi dello spirito, a figure carismatiche come i monaci o i padri spirituali, la pratica dello yoga in tutte le sue declinazioni è diventata un rifugio nel quale l’individuo si sente confortato, ritornando dentro noi stessi ci sentiamo a casa, ci sentiamo meno soli. La chiesa si è giocata molte chance a questo proposito. Le chiese si stanno svuotando perché c’è un atteggiamento dogmatico che non fa avvicinare le persone e i religiosi che sanno toccare il cuore delle persone sono rimasti pochi. Ma la gente ha bisogno di spiritualità, soprattutto quando cadono le sicurezze, e lo yoga è una pratica spirituale non religiosa che permette di stare bene anche solo con il respiro. In questo un ruolo fondamentale lo ha giocato la scienza stessa che ha dato le prove della relazione tra mente e corpo attraverso test scientifici dimostrando come il cervello e quindi il corpo rispondano in maniera diversa dopo una sessione di meditazione o di yoga.

Secondo te influisce anche un po’ la moda, i social o il fatto che per prime le celebrities si sono avvicinate allo yoga?

Indubbiamente tutti noi abbiamo la necessità di identificarci con qualcuno e le star hollywoodiane hanno iniziato a mostrare quanto lo yoga piuttosto che la macrobiotica o il crudismo facessero bene al loro corpo quindi è innegabile che molta gente ha iniziato a pensare che questa potesse essere una risposta. Inoltre se prima gli insegnanti yoga erano solo uomini e avevano questo abbigliamento molto austero, dal 2000 in poi l’immagine dello yoga è cambiata, è diventato molto più femminile con un look accattivante anche nell’abbigliamento. Tutto questo, unito al potere dei social network, ha invogliato un maggior numero di persone ad avvicinarsi alla pratica ma va benissimo. Quando scrivevo per Yoga Journal una volta intervistai uno dei miei maestri, David Life, fondatore dello Jivamukti Yoga di New York, e gli feci proprio questa domanda. Lui rispose “non è importante il perché la gente si avvicina allo yoga, è importante che lo faccia”. Ognuno di noi ha la propria motivazione, chi vuole perdere peso, chi vuole emulare una star, ma l’importante è ciò che accade dopo. I più convinti possono perdere subito la via mentre chi comincia a praticare perché catturato dal barlume mediatico può iniziare un percorso importante, altri che semplicemente miglioreranno la loro salute. E va tutto bene.

Qual è secondo te il più grande insegnamento dello yoga?

Posso dirti quello che è il più grande insegnamento per me, perché ciascuno di noi ne trae un insegnamento del tutto personale. Per quanto mi riguarda è l’accettazione, la capacità di accettare chi sono in tutte le mie sfaccettature e attraverso questa accettazione la possibilità di realizzare la mia vita indipendentemente dalle aspettative, dalle mode e dal pensiero altrui. L’accettazione di sé comporta una grande libertà. Ed è un insegnamento costante che si rinnova ogni giorno attraverso un cammino di amore incondizionato alla vita nella nostra evoluzione quotidiana. Se mi avessi fatto questa domanda anni fa probabilmente ti avrei risposto in maniera diversa, ma noi siamo esseri in divenire, cambiamo ogni giorno e gli insegnamenti ci accompagnano in questo percorso e nella nostra evoluzione. Tutto si trasforma, ecco perché anche questo virus finirà, come è venuto se ne andrà.

Tu hai inserito tra le discipline da te insegnate lo “yoga di coppia”. Di cosa si tratta?

E’ una pratica che abbiamo creato noi a seguito del nostro incontro otto anni fa con la casa della tenerezza di Perugia. Abbiamo conosciuto questo padre spirituale che ci ha insegnato delle tecniche per aiutare la coppia ad affrontare la vita in armonia e ci ha chiesto di inserire delle pratiche yoga e aiutare le coppie in crisi. Così abbiamo iniziato a proporre corsi e seminari sul tema anche se è tuttora molto faticoso perché la società è molto individualista, soprattutto in una città come Milano, e le coppie non hanno voglia di investire del tempo per crescere insieme quanto piuttosto a ritagliarsi del tempo per vivere l’individualità. Forse ora, dopo questa esperienza che ha costretto molti a una convivenza forzata, ci potrà essere una maggiore apertura a una pratica di coppia. Anche perché non si tratti di un lavoro a due, a parte qualche esercizio, ma di un lavoro su di sé che però aiuta la relazione, sia essa tra partner, amici o famigliari.

Qual è la tua asana preferita?

Io amo molto i ponti, perché liberano la zona del cuore. Soffro molto il carattere egoico della società odierna e fare queste aperture della zona del cuore mi aiuta a sentirmi bene.

Ce la consigli quindi in questo momento?

Assolutamente! In questo momento lavorerei sulla zona del cuore attraverso posizioni di apertura come appunto i ponti e le ruote. Il ponte è quella posizione in cui partendo da supini con le gambe piegate alziamo il bacino vertebra dopo vertebra fino al collo fino a formare un arco o un ponte appunto. Nella ruota invece oltre a inarcare la schiena solleviamo anche la testa facendo leva sulle mani e tutto il corpo si inarca espandendo la cassa toracica con conseguente beneficio sull’attività respiratoria e i polmoni. A seguire possiamo portare le ginocchia al petto, abbracciarle e dondolare e poi lasciarle cadere a destra e a sinistra con un movimento fluido. Infine una pratica che consiglio a tutti chiamata “il respiro del cuore”: stendiamoci a terra con le gambe alzate a 90 gradi appoggiate a una parete, respiriamo qualche minuto e poi portiamo l’attenzione al cuore sentendo il respiro entrare e uscire dal cuore. E’ scientificamente dimostrato che questa semplice pratica aiuta moltissimo il sistema immunitario dandoci un’autonomia sull’immunità di 6 ore.

Per maggiori informazioni
www.benedettaspada.com
Instagram @benedettaspada


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