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Parlamento ed esecutivo devono ancora insediarsi.

Mattarella, probabilmente lo vedremo a Chi l’ha visto? la prossima settimana, i presupposti per un’alleanza non ci sono, i Presidenti di Camera e Senato verranno nominati solo il 27 marzo. Niente alleanza, niente numeri, niente governo.

Ma “i 5 Stelle hanno vinto” quindi “dateci i moduli per ottenere il reddito di cittadinanza”.
Succede a Giovinazzo, comune pugliese dove i centri di assistenza fiscale sono stati teatro di una ridente sceneggiata. Chiuse le urne, si aprono le gabbie e qualcuno (circa una cinquantina di persone) si reca al Caf perchè, hey noi vogliamo sapere come avere il reddito, diteci come fare!

Vi confido un segreto: non esistono leggi, non esistono fondi, non esistono moduli e quindi non esiste nessun reddito.
Davvero? Sì davvero.
Siamo sulla stessa barca: anch’io speravo di potermi finalmente liberare di commercialista, partita Iva e F24 ma no, non si può fare.
In merito alla vicenda, risponde su La Stampa la referente di Uil Valeria Andriano, che spiega: “non è facile per noi far capire alle persone che si tratta di promesse elettorali”.
Questo è il punto, sono promesse. Parole.
Come quando chiedi al marito di regalarti l’ennesima spazzola lisciante e lui risponde: “certo amore, te lo prometto”. Per la cronaca, sto ancora aspettando.

Alcuni, pare abbiano detto: “lo abbiamo sentito per televisione”. Ah.
Ma io dico, l’abbonamento a Netflix? Troppo mainstream?
Ecco guardatevi Black Mirror e fidatevi di me: c’è molta più realtà lì dentro che non nella storia del reddito di cittadinanza.

Senza contare che il reddito di cittadinanza (780 euro), prevede innanzi tutto un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro.
I centri per l’impiego dovranno subire una profonda ristrutturazione (quando e come non si sa, sono vent’anni che ci provano) e dovrete impegnare almeno due ore della vostra giornata nella ricerca lavorativa. Occhio che vi controllano… anche qui, non è dato sapere come. Ci penseranno Casaleggio & co.
Bisogna poi accettare obbligatoriamente uno dei primi tre lavori offerti: questo significa che se rifiutate il lavoro a beneficio del divano, dovrete dire ciao al reddito (e poi al divano).

Spiace sapere che alcuni italiani non sappiano come funziona l’iter legislativo o, peggio ancora, non si rendano conto della differenza fra parole e fatti.
Insomma, ci sarà da ridere. Preparate i pop corn.


Le opinioni dei lettori
  1. la zzia   On   13 maggio 2018 at 9:07

    L’abbonamento a Netflix? Ma anche no. Però il divano 🙂 in attesa dell’invalidità fisica e mentale va bene anche il materasso –

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