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Da diversi anni sui social network imperversa la figura dello sfigato 2.0, colui che fa del “maiunagioia” regola assoluta per aumentare la sua fan base virtuale

Il seguace tipo è tendenzialmente un soggetto all’apparenza diversamente fortunato che ama condividere con la sua comunità piccoli disastri quotidiani.

Visto il successo di questo movimento, al maiunagioia si è affiancato l’hashtag #disagio

più per moda che per reale conoscenza del significato di questa triste sensazione, che nell’uso più comune rappresenta una condizione sgradevole.

A contrastare questa ventata di scontentezza ci hanno pensato i danesi

Decretato per più anni consecutivi dal World Happiness Report come popolo più felice del pianeta, gli abitanti della Danimarca hanno deciso di condividere con il resto del mondo il loro segreto. Si tratta dell’hygge, una parola tanto danese da non poter essere tradotta in nessun’altra lingua, ma che racchiude un modus operandi fatto di regole e comportamenti precisi. La teoria danese consiste in un vero e proprio stile di vita basato su un’azione correlata al senso di agio, tranquillità e familiarità. Avete sorseggiato una tazza fumante di te davanti al fuoco del camino? Avete provato l’hygge. Vi siete svegliati una mattina d’inverno avvolti in una calda coperta e siete stati sopraffatti da un senso di protezione? Avete provato l’hygge.

Visto il rapido successo oltre oceano del metodo danese, la Svezia ha prontamente risposto con il Lagom

variante che pone al centro di tale filosofia la sobrietà, la moderazione, il senso della misura.
Il rimedio svedese consiglia, per essere felici, di vivere con meno, eliminando l’eccesso e lo sfarzo gratuito. Per intenderci, tutto quello che non è #iwANNAbeANNA, la sfida lanciata su Instagram da Anna Dello Russo, creative director di Vogue Japan, che invita i followers a sfidarsi imitando i suoi outfit strampalati.

In contrapposizione a queste teorie contemporanee

esiste una filosofia della felicità che ha antiche radici nei solidi fondamenti del Buddhismo. La religione indiana ci insegna a vivere apprezzando il “qui e ora”, godendo del presente e di ogni suo attimo, senza pensare a quello che è stato nel passato e a quanto accadrà nel futuro.

A parlare di felicità sono stati in tanti e in molti modi differenti

Seneca nei suoi pensieri, Neruda nelle sue poesie, John Lennon nei suoi ricordi. Persino il nazionalpopolare Albano Carrisi, per tutti semplicemente Albano, ha voluto dare il suo contributo cantando la spensieratezza della combo bicchiere di vino + panino. Ma, volendo essere davvero attuali, forse la vera felicità risiede nel simpatico ritornello di una canzone che invita tutti a vivere una vita in vacanza, con una vecchia che balla ma, soprattutto, con nessuno che rompa i…


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