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Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media”. L’aforisma, nell’occasione, è di Charles Bukowsky

Per una volta almeno non sboccato.

Eppure proprio in base alle medesime, il comune di residenza di chi scrive è in testa alla “hit parade” del gioco d’azzardo della propria provincia. Che a sua volta lo è di tutt’Italia. Un record raccapricciante.

Ma come? A sentir parlare le persone che incontri per la strada chi è senza lavoro anche da anni non si conta. Alla faccia delle percentuali che quotidianamente i mass-media propinano. E non passa settimana che qualche azienda, anche se considerata più che solida, non metta alla porta un bel numero di dipendenti.

E allora i soldi per le slot machine o per un bel mazzetto di “gratta e vinci” (naturalmente i più costosi) da dove saltano fuori, caspita?

Le iniziative più o meno ufficiali per limitare l’orario d’esercizio delle macchinette mangiasoldi, nonché la distanza dai cosiddetti “luoghi sensibili”, si sprecano. E le sale giochi continuano a moltiplicarsi. Certo. In chiese, scuole e centri anziani non se ne vedono. Ma basta entrare nella più piccola delle tabaccherie e oplà; eccoti la classica massaia che, clicchete clacchete, butta dentro gli infernali congegni una quantità di euretti. Spesso ed almeno pari alla metà di un discreto stipendio.

Allora varrebbe la pena di domandarsi se ad essere “sensibili” siano i luoghi piuttosto che non gli stessi esseri bipedi. Di entrambi i sessi. Per non far torto ad alcuno, per carità.
Si propenderebbe per la seconda opzione.

Sul fatto che giochi e scommesse proliferino dove c’e miseria piuttosto che ricchezza siamo tutti d’accordo. Ma poniamoci la domanda. Che tipo di atteggiamento si ha nei confronti del denaro, senza per questo deificarlo per carità? Per molti sicuramente pessimo. Specie da parte di chi è costretto a raccattare gli scarti dei mercati rionali vivendo con pensioni da fame. E di chi, con fatica, riesce a portare a casa un magro stipendio. Sempre più risicato anche grazie alle magie della moneta unica.

Quindi è una bella sciacquata generale delle meningi che occorre. Diversamente iniziative tipo quella dei “Giocatori Anonimi” e compagnia briscola servono unicamente a fare parole che si perdono nel vento. O a bruciare utile ossigeno per una ricca porzione di aria fritta. C’è solo l’imbarazzo della scelta.


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