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Stiamo perdendo il lume della ragione. Non c’è altro da dire.

La magistratura di Brindisi presenta una richiesta di oscuramento del portale Butac (BufaleUnTantoAlChilo), uno dei più famosi siti italiani di debunking, a seguito di una querela per diffamazione presentata da un medico iscritto all’Ordine, noto per le sue pratiche olistiche. Motivazione: un articolo considerato “diffamatorio”, pubblicato nel 2015.
Il sequestro preventivo è avvenuto a opera della Procura di Bologna e sui social, gli utenti solidarizzano tutti con il gestore Michelangelo Coltelli.
Paolo Attivissimo, giornalista, consulente informatico e cacciatore di bufale in un post rilascia aggiornamenti costanti.

Il portale si occupa da sempre di smascherare ogni genere di bufala pubblicata in rete, fornendo dati, numeri e fonti certe a supporto delle argomentazioni riportate.
Una censura inspiegabile, che contribuisce a rendere Butac un vero e proprio “fenomeno” mediatico.
Un tentativo di chiudere la bocca a chi (fortunatamente) ha migliaia di voci pronte a gridare.

La reazione di Enrico Mentana:


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