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Bellissima, sofisticata, elegante, Virna Lisi, nome d’arte di Virna Pieralisi, nasce l’8 novembre 1936 ad Ancona.

Dopo aver vissuto la sua infanzia a Jesi, suo padre Ubaldo, commerciante di piastrelle di marmo, si trasferì per motivi di lavoro a Roma con tutta la famiglia e qui la giovane Virna fu scoperta dal cantante e attore Giacomo Rondinella che la incoraggiò a tentare la strada nel mondo dello spettacolo.

Inizia a recitare in numerosi film e sceneggiati, tra i quali “E Napoli canta” (1953), “Le diciottenni” (1955) e “Lo scapolo” (1955).

Dopo piccoli ruoli decorativi, riesce a farsi notare in “La donna del giorno” (1956) di Francesco Maselli, dove interpreta una giovane donna alle prese con le prime conseguenze della popolarità raggiunta grazie ad una campagna pubblicitaria.

Il ruolo anticipa quella che sarà anche la vicenda personale dell’attrice: poco dopo, infatti, viene ingaggiata in una fortunata serie di spot pubblicitari mandati in onda in Carosello, il cui slogan (“Con quella bocca può dire ciò che vuole“) diventa, in breve, un tormentone dell’epoca.

L’attrice italiana “troppo bella per essere vera“, come si leggeva in un numero di Life che le dedicò la copertina, l’unica che abbia mai avuto una diva italiana, alternò sempre lavoro e momenti di stacco per dedicarsi alla famiglia.

Salvo poi tornare al cinema per desiderio e insistenza di chi le stava vicino e capiva che con quel viso e quella bravura sarebbe stato uno spreco fare a meno di lei.

Spogliarsi troppo non serve mai: la vera ricchezza è possedere le cose e non mostrarle.

Il 25 aprile del 1960, nella chiesa di San Cesareo de Appia a Roma, Virna Lisi sposò l’architetto romano Franco Pesci (allora consigliere d’amministrazione dell’A.S. Roma) da cui ebbe un figlio, Corrado, nato nel luglio del 1962 (che la rese nonna di tre nipoti: Franco, nato nel 1993 e i gemelli Federico e Riccardo, nati nel 2002).

Sono sempre stata orgogliosa di essere un’artista, ma anche una casalinga, una moglie e una madre e ora anche nonna.

A seguito del matrimonio, l’attrice annunciò il suo ritiro dalle scene per dedicarsi alla famiglia, ma dopo un anno, spinta anche dal marito, tornò in attività, ricominciando dalla televisione, dove recitò in alcuni dei più seguiti sceneggiati RAI dell’epoca, mentre molti produttori la vollero fortemente a Hollywood e continuarono a farla lavorare in produzioni americane accanto ad attori del calibro di Jack Lemmon (”Adorabile”), Tony Curtis (“Circondato sempre dalle sue lacche”), Frank Sinatra, Anthony Quinn, William Holden, David Niven, Yul Brinner e Richard Burton.

Tra gli italiani, ha recitato con Totò (“Un confusionario terribile”), Tognazzi (“Davvero simpatico”) e il suo preferito, Mastroianni: “Amavo la sua semplicità. Marcello era il mio preferito. Si metteva lì, recitava, aspettava la gamella con le polpette della madre e poi nelle pause pomeridiane dormiva felice”.

Rientrò presto in Italia dopo che dagli Usa fece armi e bagagli e rescisse un contratto milionario con la Paramount pagando una salata penale.

Perché Virna, in realtà, mise sempre gli affetti privati al primo posto, davanti al lavoro, e se continuò a lavorare fu proprio grazie alla sua immensa bravura e bellezza.

Dagli anni ’80 e ancor più nei ’90 e 2000 Virna divenne la signora delle fiction, dopo aver lavorato coi registi più importanti, da Pietro Germi, “Forse il più grande regista italiano: un solitario, un eretico, un genio”, che nel 1966 le regala un grandissimo successo con “Signore & Signori” , poi Steno, Monicelli, Lattuada, Samperi, Amelio.

Nel contesto internazionale ha ottenuto un Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes 1994 per il ruolo di Caterina de’ Medici ne La Regina Margot, che le è pure valso, prima interprete non francese della storia, un Premio César per la migliore attrice non protagonista.

Nella sua lunga carriera ha ricevuto sei Nastri d’argento, un premio per la migliore interpretazione femminile a Cannes, quattro David di Donatello, di cui due alla carriera. Era Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Tra le sua passioni, oltre alla famiglia e al cinema, c’erano i fiori, il mare, la cioccolata,

Se fosse un peccato, sarei dannata.

Nell’aprile del 2014 era tornata a recitare sul set di Cristina Comencini, regista che la amava molto e che l’aveva già diretta in Va’ dove ti porta il cuore, nel 1996 e Il più bel giorno della mia vita, nel 2002.

Il film, Latin Lover, era stato finito di girare in estate.

Virna è morta nel sonno, il 18 dicembre 2014, a Roma, poco più di un anno dalla scomparsa del marito Franco Pesci: un lungo grande amore durato 53 anni.

«Tra Virna e Franco è stato un amore veramente straordinario, soprattutto in questo mondo del cinema, che è un mondo pericoloso, in cui bisogna stare sempre attenti a tutto», ha detto di loro il famoso addetto stampa Enrico Lucherini.

Noto che molte giovani attrici d’oggi si sentono tutte dive. A loro basta fare una settimana sull’Isola dei famosi per ritenersi arrivate. Pensano di essere già Meryl Streep, mentre meriterebbero un calcione nel sedere. Io parto da altri principi: ho un rispetto enorme per il pubblico. Ancora oggi studio il mio personaggio fino allo spasimo, e gli do tutto di me. Non imbroglio, non tiro a campare, non do fregature. E credo che questo il pubblico lo senta”.


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