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Un uomo solo al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi.

Il 10 giugno 1949 si correva la Cuneo-Pinerolo, era la 17ª tappa del 32° Giro d’Italia e il radiocronista Mario Ferretti aprì il suo collegamento con una frase destinata a essere ricordata a lungo e utilizzata ancora oggi anche fuori dal ciclismo.

Coppi tagliò il traguardo di Pinerolo nove ore dopo essere partito da Cuneo, Bartali, il secondo, arrivò quasi 12 minuti dopo, una impresa che restò negli annali del ciclismo e quelle parole rimasero scolpite nella pietra da allora.

Riflettendo su cosa succede nei confronti del monte, mi sono ritrovato a riflettere sulla necessità di fare gioco di squadra per pensare ad un avvenire quassù possibile.

La tappa che ora è da percorrere per arrivare ad un nuovo Patto tra Monte e Piano, tra Città e Contado è di quelle epiche, come la Cuneo Pinerolo di allora.

Certamente ci sono dei momenti in cui “un uomo solo al comando” ci sta, a volte è opportuno lanciarsi in avventure solitarie, allora Fausto Coppi centrò l’obiettivo, vinse prima la tappa e poi il Giro.

Un approccio che vale in ogni contesto, ma questa deve essere una scelta dettata da strategie ben chiare e obiettivi condivisi, non da voglia di protagonismo di qualcuno.

Se l’obiettivo è portare i colori della propria squadra alla vittoria, dietro l’ “uomo solo al comando” ci deve essere una strategia studiata a tavolino e condivisa da tutti e quell’uomo solo non è.

Dietro di lui c’è un gruppo che condivide obiettivi e strategie, c’è un chiaro gioco di squadra pianificato e attuato con determinazione e mestiere.

E’ tutta la squadra che decide tempi e luogo di attacco, che non può avvenire per l’alzata d’ingegno di figure di secondo piano con manie di protagonismo.

E’ tutta la squadra che attua la strategia di copertura della fuga, ovvio che chi si mette in gioco è il leader, è lui che dà battaglia per la vittoria, non altri e la sua azione non è mai una avventura in solitario, dietro c’è ben altro.

In buona sostanza, l’ “uomo solo al comando” deve essere “Fausto Coppi”, se pensa di recitare questo ruolo un gregario non andrà lontano e magari a Pinerolo non ci arriva neppure.


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