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Ora anche i magistrati indossano la maglietta rossa. O quanto meno lo fa il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, che già in passato si era segnalato per alcune prese di posizione “politiche” e di appoggio al centrosinistra.

In questi tempo di assenza del centrosinistra di potere, il procuratore scende in campo in prima persona e sferra un attacco senza precedenti al governo giallo-verde e soprattutto al ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il titolo scelto dalla maggior parte dei giornali online per la conferenza stampa di Spataro (“Nessuno può vietare l’attracco di un barcone”) parla da solo.

Ma l’offensiva politica di Spataro va ben al di là delle sue opinioni sul governo Conte, peraltro espresse – non si sa a che titolo – nell’esercizio delle sue funzioni di magistrato e nel corso di un incontro con la stampa in Procura. Il procuratore ha infatti annunciato nuove direttive «per un più efficace contrasto dei reati motivati da ragione di odio razziale e discriminazione etnico-religiosa, nonché per una più rapida trattazione degli affari dell’immigrazione, tra cui le procedure per il riconoscimento di protezione internazionale e altre forme di tutela umanitaria, nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone».

Inoltre dalla Procura di Torino parte la direttiva alle forze dell’ordine e agli uffici amministrativi di evitare, per quanto possibile, «l’archiviazione di fascicoli aperti su episodi di violenza, anche soltanto verbale, a sfondo razziale, nei confronti di cittadini stranieri. Anche quando le vittime non abbiano riportato gravi conseguenze dalle stesse aggressioni».

In sostanza si apre un canale privilegiato per perseguire i presunti reati contro gli immigrati, e peccato se per fare ciò polizia e magistrati dovranno invece accantonare le denunce presentate da cittadini italiani.

Insomma, d’ora in poi se verrete rapinati a Porta Palazzo (magari da una “risorsa” extracomunitaria) ci sono buone probabilità che la vostra denuncia finisca in coda a quelle sporte invece da qualche straniero che si è sentito offeso o insultato sul bus o alla fila delle Poste. Magari da un ubriaco, ma che importa. Per Spataro ciò che conta è combattere gli «odiosi, volgari e ignobili» attacchi agli stranieri, anche sotto forma di esternazioni pubbliche, social compresi. Quindi occhio a ciò che scriverete sul web a commento delle esternazioni del procuratore.

Il quale procuratore ha motivato questa direttiva con il presunto aumento di reati a sfondo razziale nell’area torinese.

Ohibò, verrebbe da commentare, siamo dunque ai livelli dell’Alabama degli anni Cinquanta del secolo scorso? Si è scoperto che esiste il Ku Klux Klan anche in riva al Po? La Procura dispone forse di statistiche aggiornate sull’impennata di reati di tipo razziale che giustifichino tali provvedimenti di emergenza? Niente di tutto questo.

A chi gli domandava per quale motivo avesse varato questa direttiva, il procuratore Spataro ha spiegato di aver letto articoli di giornale in cui si faceva cenno a presunti insulti a un immigrato di colore. Tutto qui.

In realtà i bene informati a Palazzo di Giustizia sospettano che la svolta “boldriniana” del procuratore capo sia da mettere in relazione con il fatto che a fine anno Spataro andrà in pensione (con grande sollievo di molti suoi colleghi subalpini), ma che non abbia nessuna intenzione di andare a pescare o di leggere il giornale su una panchina dei giardinetti. Anzi, pare che l’uomo abbia velleità politiche e si stia preparando, sulla scia di illustri colleghi come l’ex presidente del Senato Grasso, a scendere in pista. E agli occhi di un centrosinistra disastrato, caotico e in stato confusionale, attaccare Salvini e i rozzi leghisti, fascisti, xenofobi e razzisti è sempre un bel biglietto da visita. Fa punteggio, come si suol dire.

Che il procuratore lo faccia mentre ricopre ancora, a tutti gli effetti, un delicatissimo ruolo di magistrato super partes che dovrebbe essere a tutela di tutti i cittadini, purtroppo non sorprende. E scommettiamo susciterà ben poco scandalo, almeno tra i soliti “indignados” a senso unico.


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