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Chi si ricorda ancora di Ciriaco De Mita? Per i più giovani vale forse la pena di ricordare che si tratta di uno dei più influenti politici italiani degli ultimi quarant’anni.

Fu primo ministro negli anni Ottanta, quando militava nella DC di cui fu pure segretario nazionale, e più volte deputato e ministro in quattro diversi governi. Aderì al Partito Democratico da cui si allontanò per non essere stato ricandidato alle elezioni e confluì nell’Unione di Centro.

Sembrava che l’esponente politico campano, oggi sindaco della sua città natale Nusco in Irpinia malgrado i suoi novant’anni, fosse uscito di scena. Finché nei giorni scorsi non si è tornati a fare il suo nome a proposito di un’inchiesta della Procura di Avellino sulla gestione dell’associazione AIAS che si occupa di assistenza ai disabili.

Truffa aggravata ai danni dello Stato e peculato mediante profitto dell’errore altrui”, sono due delle ipotesi di reato che sarebbero state notificate all’associazione di cui fanno parte Annamaria Scarinzi, moglie di De Mita e le due figlie Simona e Floriana. Queste due ultime avrebbero svolto un’attività di consulenza informatica fittizia nell’ambito di un progetto finanziato con fondi pubblici, ma, scrive il pm, erano “prive delle cognizioni tecniche necessarie”.

A quanto si è appreso, nei giorni scorsi il procuratore capo Rosario Cantelmo e il pm Vincenzo D’Onofrio avrebbero eseguito un decreto di sequestro di circa 84mila euro nei confronti dell’associazione Noi con Loro Onlus, presieduta dalla moglie di De Mita.

Pare però che lo stesso ex premier sia coinvolto. Infatti dalle intercettazioni a cui si fa cenno nel decreto di sequestro della Procura, emergerebbe il “diretto e personale coinvolgimento” di Ciriaco De Mita nell’attività di gestione dell’Aias.

Secondo una testimonianza agli atti delle indagini, De Mita sarebbe intervenuto personalmente presso alcuni funzionari della Regione Campania “per comprendere e capire lo stato della pratica” dell’ente che ha esercitato per anni in Irpinia in regime di accreditamento sanitario provvisorio con la Regione.

Attualmente l’Aias Avellino è commissariata e le è stato revocato l’accreditamento da parte della Regione. Di conseguenza, e da ben undici mesi, i dipendenti dell’associazione non hanno più percepito lo stipendio.


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