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Quello che viene eufemisticamente definito “fenomeno migratorio”, e che viene spacciato come un evento storico usuale nel corso dei secoli di vita dell’uomo, è un approccio falso e fuorviante al problema, generato a tavolino da una comunicazione distorta e schermata.

A parte le ben note dichiarazioni della Nazioni Unite di decenni fa che auspicavano una sommersione allogena dell’Europa, documenti incontrovertibili confermano, che in piena invasione, nel 2015, Angela Merkel chiese a Zuckerberg di attivarsi per oscurare su Facebook pagine e siti che criticassero la politica di accoglienza.

Per altro, da almeno un decennio, era in corso una guerra non convenzionale mirata alla liquidazione del dissenso. Una soppressione pianificata che coinvolgeva – e coinvolge – in diversa misura e pratica tutti gli organi istituzionali.

In politica, un esempio a caso per innumerevoli altri episodi è quello di Thilo Sarrazin, senatore tedesco della sinistra e membro della Bundesbank, costretto a dimettersi da tutte le sue funzioni e socialmente emarginato, solo per aver detto che l’Islam stava trasformando la realtà tedesca.

In polizia e in magistratura, dove per decisioni politiche si doveva evitare il monitoraggio delle attività criminali dei singoli e dei gruppi stranieri, tacendo sulla statistica vertiginosa di stupri, violenze, mutilazioni rituali femminili. Un comportamento non solo equivoco, ma estremamente pericoloso per una efficace prevenzione, dovuto alla subdola premeditazione di non creare allarme sociale.

In sociologia, quando questa branca di ricerca e di studio è stata alienata da ogni forma di critica e di analisi per diventare l’agente manipolativo della realtà e della verità. Basti pensare alla retorica del multiculturalismo e dell’assimilazione, due illusioni buoniste documentatamente fallite, ma persistentemente reiterate con lo scopo di condizionare le coscienze e, fatto osceno dal punto di vista scientifico, alterando risultati, percentuali e disgrazie.

Nell’istruzione, con una vera e propria revisione orwelliana di testi scolastici, di opere letterarie e di documenti storici, con l’obiettivo strategico di conformare le menti fin dalla più giovane età, di condizionare i futuri cittadini secondo parametri di pensiero unico che non permettano scorci di dubbi e desideri di confronto.

La riuscita di questa operazione di lavaggio dei cervelli è stata confermata dai comportamenti distruttivi che i giovani – e non solo i giovani – hanno manifestato negli ultimi mesi. Un attacco scriteriato a simboli della Storia, insieme ad una totale incapacità di ragionamento e di buon senso.​

Il messaggio dei tenutari del potere europeo e locale è chiarissimo, oltre che falso e suicida: l’immigrazione è un bene per la demografia e l’economia, il sovranismo bianco è un male perché colonizzatore e distruttore del “primitivismo romantico”, del “buon selvaggio” e del “mitico Eden”.

Per questi motivi sto con Cristoforo Colombo: civilizzatore e portatore di cultura.

Il peccato originale, l’enfasi espiatoria e l’orgasmo masochistico li lascio al godimento altrui.


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