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Quando nei mesi scorsi presentammo il romanzo di Antonio Scurati “M, il figlio del secolo”, ricordavamo come in Italia, se si vuole che un libro abbia successo, sia sufficiente parlare di Mussolini.

In quell’occasione fummo facili profeti, dal momento che l’opera si è piazzata al dodicesimo posto tra i libri italiani più venduti dell’anno.

Non stupisce, pertanto, che il 28 dicembre scorso la Mondadori abbia deciso di ripubblicare la monumentale biografia di Benito Mussolini redatta da Renzo De Felice tra il 1965 e il 1997.

Ciò che può sorprendere è che l’opera, re-intitolata “Mussolini e il Fascismo”, sia venduta in abbinamento al popolare settimanale di gossip e informazioni radiotelevisive TV Sorrisi e Canzoni e ampiamente pubblicizzata con intere pagine sui principali quotidiani e con numerosi spot televisivi.

Non sappiamo se la rivista mondadoriana sia in difficoltà e abbia bisogno di una spintarella dall’abbinamento con il nome del Duce. Resta il fatto che l’accostamento ci sembra perlomeno improbabile.

L’opera dello storico reatino, infatti, è frutto di uno studio approfondito e di anni e anni di lavoro. E per quanto l’opera ottenesse, già all’epoca della sua prima uscita, un successo notevole anche in termini di vendite, era comunque indirizzata ad un pubblico che si occupava di storia a livello accademico. In altre parole, non si tratta di una lettura né facile né ricreativa.

Stupisce pertanto l’affiancamento tra una voluminosa e ostica opera storica e una rivista il cui target non è proprio quello degli studenti liceali e universitari, o degli studiosi di storia.

Per di più, a completamento dell’operazione, definita pomposamente la «collana editoriale definitiva sul Fascismo», sono abbinati due volumi di “Dizionario del Fascismo” e due di “Dizionario della Resistenza”. A parte il fatto che questi ultimi nulla hanno a che fare con l’opera di De Felice, nel piano di presentazione non vengono indicati né gli autori, né di che cosa si tratti.

Viene da pensare che siano i due glossari, il primo, di Victoria De Grazia e Sergio Luzzatto, del 2002, e il secondo di Collotti, Sandri e Sessi del 2006, pubblicati entrambi per i tipi dell’Einaudi.

La nostra è soltanto una supposizione che deriva dal fatto che Mondadori ed Einaudi fanno parte dello stesso gruppo editoriale e che, per quanto ne possiamo sapere, si tratterebbe delle uniche due opere con questo titolo mai pubblicate.

Ciò che stride è il fatto che l’editore abbia deciso di mettere sotto il nome di De Felice soprattutto un dizionario resistenziale che nulla ha a che fare con lo storico morto vent’anni fa.
Ma si dà il caso che la dittatura del politicamente corretto e del pensiero unico dominante porti a compiere strane operazioni di innesto.

Non sia mai che, a 73 anni dalla morte del duce, si possa accusare di filofascismo una rivista o una casa editrice perché ripubblica una biografia che già negli Anni Settanta dovette difendersi dall’accusa di revisionismo.

Ma tanto che cosa volete che importino queste considerazioni a chi compra Sorrisi e Canzoni per sapere le ultime notizie su Orietta Berti o su Al Bano, o per conoscere la trama delle prossime puntate de “Il Segreto”?


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