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Secondo quanto ricordato nei giorni scorsi dal nostro direttore Augusto Grandi, nel corso di un’intervista a Orwell.live, oggi come oggi la comunicazione si sta spostando sempre più sui social.

E questo, come per ogni ambito da quello sportivo a quello musicale, vale soprattutto per la comunicazione politica.

In questo campo Facebook continua ad essere il medium più usato, per via dell’età dei suoi utenti che è decisamente superiore ad altri strumenti mediatici usati dai teenagers.

Da un recente sondaggio del settimanale L’Espresso risulta che, nello scorso mese di luglio, il leader politico più cliccato è Matteo Salvini: oltre 15 milioni di interazioni su Facebook, somma di commenti, condivisioni e reazioni. Non si tratta di un risultato sorprendente data la capacità del “capitano” leghista di stare costantemente al centro della scena mediatica, anche al di fuori della rete.

Stupisce invece il fatto che al secondo posto sia balzata Giorgia Meloni che con 3,7 milioni di interazioni totali, una cifra più che doppia rispetto agli 1,7 milioni di un’analoga rilevazione dello scorso marzo, ha scavalcato Luigi Di Maio che, grazie a Casaleggio e alla piattaforma Rousseau, dovrebbe essere un guru della politica da tastiera. Per lui 3 milioni di interazioni a luglio, in significativo aumento rispetto al milione e 800mila del marzo scorso ma non abbastanza da arrestare l’avanzata della Meloni.

A che punto è, invece, la sinistra? Matteo Renzi è il primo della sua area politica con 1,5 milione e mezzo di reazioni, anche se rispetto a tre mesi prima le ha quadruplicate, mentre Nicola Zingaretti resta a 250mila, lontanissimo dall’alta classifica.

E Forza Italia? Non pervenuta. Fatta eccezione per Silvia Sardone, considerata l’astro nascente del partito Berlusconiano, le cui interazioni sfiorano le 700.000. Quasi assenti tutti gli altri leader, a partire dallo stesso Berlusconi, il quale è ancora convinto che i social siano roba da ragazzini.

Il sondaggio vale quel che vale. Se non altro ci dà la misura di un interesse che pochissimo ha di politico in senso stretto. Tuttavia, nell’era della realtà (e della propaganda politica) virtuale, può rappresentare un interessante segnale dei gradimenti dei cittadini: almeno di quelli che sono utenti social.


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