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Sul nuovo giornale online Orwell.live una interessante intervista a Walter Pancini fa il punto sulla situazione della disinformazione italiana.

Pancini ha diretto l’Auditel sin dagli esordi, è un giornalista e conosce perfettamente la categoria di coloro che sarebbero tenuti ad informare e non a manipolare i lettori.

Che, per loro fortuna, disertano ormai in massa le pagine dei quotidiani e dei settimanali controllati dagli oligarchi. Una scelta irreversibile, secondo Pancini che, al contrario, guarda con interesse e speranza al mondo dell’informazione online dove chi crede ancora nella professione del giornalista può sperimentare nuovi linguaggi, diversi da quelli del politicamente corretto, del pensiero unico obbligatorio.

Tra l’altro sui media online scrivono spesso autori competenti, capaci, che non sono iscritti all’Ordine dei giornalisti e, dunque, non devono neppure sottostare a regole liberticide, destinate esclusivamente a nascondere ciò che infastidisce gli oligarchi.

Ovviamente, ammette Pancini, non si può ignorare lo strapotere di chi gestisce le grandi piattaforme social. Ma questo non impedisce di individuare sistemi per aggirare la psicopolizia, la censura ideologica. Le difficoltà aguzzano l’ingegno e di ingegno c’è sempre più bisogno per contrastare la disinformazione a senso unico, le false notizie spacciate per verità obbligatoria, la censura di tutto ciò che è scomodo poiché risveglia le coscienze.

La forza e l’intelligenza umana per ribellarsi alla disinformazione robotizzata. Ma con la consapevolezza che non è sufficiente essere “contro” per essere anche capaci di fare del buon giornalismo.

Per leggere l’intervista completa

https://orwell.live


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