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No, non ce la può fare. Roberto Olla, giornalista del Tg5 impegnato a mistificare la storia, non è riuscito ad essere corretto neppure raccontando la partita di calcio Italia-Germania del 1970. Lui ed il compare Cherubini sono riusciti a stravolgere la realtà anche quando avrebbero dovuto limitarsi a rammentare un avvenimento sportivo.

Meno grave la distorsione di Cherubini che si è inventato un ritrovato spirito unitario italiano, almeno calcistico, che aveva caratterizzato l’Italia dopo quella vittoria. Il clima di gioia e di coesione era rimasto confinato alla notte magica dell’Azteca. Cherubini dovrebbe riguardarsi le immagini del ritorno in Italia degli azzurri dopo la sconfitta contro il Brasile, con gli insulti, con i cartelli contro Valcareggi, Mazzola, Mandelli. Le proteste per i 6 minuti concessi a Rivera nella finale. Altro che concordia.

Quanto alle immancabili ollate, quale poteva mai essere il dramma di quel 1970 se non la nascita di formazioni neofasciste? Che non nascono certo in quell’anno, ma il mistificatore di Alghero non bada a questi particolari. Così come non bada, Olla, al fatto che proprio in quel 1970 erano ricominciati a morire i missini uccisi dagli avversari politici. Ugo Venturini, assassinato a Genova durante un comizio, non dice nulla al giornalista del Tg5. E se dice qualcosa, Olla evita di ascoltare.

L’importante, per lui e per il Tg berlusconiano (che confonde Carlo I con Luigi XIV, a proposito del regno su cui non tramonta il sole, ma ormai il livello è questo), è attaccare le destre ed assolvere le sinistre. A costo di nascondere i morti sotto il tappeto delle consuete menzogne.


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