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Sabato prossimo i “gilet jaunes” che stanno fermando la Francia dalle campagne arrivano a Parigi:

è l’ennesimo segnale di un conflitto che vede su fronti opposti Città e Contado e che attraversa tutto l’occidente nell’indifferenza di una politica senza strategie e dagli orizzonti che non vanno oltre le elezioni prossime.

Oltralpe da tempo il carovita costringe a scappare dalla miseria delle città, mentre in campagna almeno si può sopravvivere.

Ora l’aumento dei carburanti che penalizza la mobilità, proprio nelle campagne è vissuto come un insulto e la risposta è “alla francese”, dalla presa della Bastiglia in poi lo stile è quello.

La questione però va oltre l’imposizione del cambio di una vettura, riguarda due mondi che stanno perdendosi di vista, tra Città e Contado è evidente un conflitto sino ad ora ignorato.

Nelle ultime elezioni austriache il Contado aveva votato a destra, Vienna no; Londra era per rimanere in Europa, il “no” è arrivato dalle campagne; negli U.S.A. Trump è stato votato dall’America profonda, i voti per la Clinton sono arrivati dalle città.

In Italia la sinistra residuale è nei quartieri bene delle città; periferie e contado hanno dato il giro al tavolo.

Nell’occidente una faglia ormai divide Città e Contado, due mondi che stanno prendendo strade diverse nel silenzio distratto dei media e della politica.

In questo scenario si affaccia perentoria una deriva che ha segnato più volte la storia e che è stata individuata e censita un paio di millenni fa con un termine ora dotto: “oclocrazia”.

Parola desueta, nota agli storici o a studiosi di diritto costituzionale, annotatevela perché con essa dovremo confrontarci, è citata per la prima volta dal greco Polibio per indicare la gestione della massa intesa come folla disordinata.

Per lui prima e Cicerone poi è la forma degenerata della democrazia, esattamente come l’oligarchia e la tirannide lo sono per l’aristocrazia e la monarchia.

Basterebbe passare sommariamente in rassegna alcune pagine di storia per rendersi conto di come molti regimi democratici siano passati attraverso una fase oclocratica per poi sfociare in tirannia.

Ad esempio i passaggi dalla Repubblica Romana al principato, dalla Rivoluzione Francese a Napoleone, dalla Rivoluzione d’Ottobre a Stalin e non dimentichiamoci che Hitler e Mussolini sono arrivati al potere lungo cammini democratici degenerati in dinamiche oclocratiche.

L’oclocrazia non è fantasia o reperto archeologico, è antico strumento di governo della massa che si alimenta di disagi sociali profondi.

L’attuale crisi strutturale dell’Occidente può essere terreno in cui possono germogliare semi che hanno attecchito non molti decenni fa?


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