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A Saluzzo, in Piemonte, riparte il contagio Covid grazie all’immancabile comunità di accoglienza di ospiti non invitati. In Valle d’Aosta il nuovo focolaio è concentrato in un alpeggio dove la manodopera, per la felicità del ministro Bellanova, è straniera. Ed a Jesolo l’untore del nuovo focolaio è un lavoratore del Bangladesh.

Chissà se il ministro tornerà a commuoversi in diretta se qualcuno dovesse morire dopo essere stato contagiato dall’irrinunciabile lavoratore immigrato. O, peggio ancora, dal non lavoratore straniero mantenuto nelle varie strutture.

Probabilmente Bellanova e complici erano convinti che, per sconfiggere il virus, bastassero le poltroncine ordinate da Azzolina per le scuole. Il virus, vedendo i grandi interventi di Azzolina, sarebbe morto dal ridere e l’emergenza sarebbe terminata. Macché. I flussi, compresi quelli controllati, dei migranti stanno diffondendo nuovamente il contagio. E c’è da immaginare l’effetto degli sbarchi dei clandestini che sfuggono ai controlli.

Ma l’emergenza, per il Governo degli Incapaci, è rappresentata dalla movida, dagli abbracci tra giovani italiani sani. Nessun rischio per gli assembramenti degli spacciatori, solo per le cene degli italiani. L’unica misura di contenimento, per giustificare il prolungamento dello stato di emergenza, è utilizzare una nuova nave (con costi assurdi) per ospitare i migranti durante la quarantena. E poi liberi di fare ciò che vogliono. Tanto nessun magistrato si occupa della diffusione colposa della pandemia. Meglio processare chi ha tentato di frenare l’invasione.


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