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Cambiano i tempi e il mondo evolve, tanto che oggigiorno la religione (cristiana) perde valore.

Da secoli il cristianesimo subisce l’attacco dei poteri secolaristi e lacisti universali, che mirano a espellere il potere religioso dalla sfera politica, economica e sociale per ridurne tutto il mistero alla dimensione individuale e privata. Ma mai come oggi la decristianizzazione aveva raggiunto livelli elevati come quelli di quest’anno.

Si pensi, per gradire, all’intenzione di alcune maestre di scuola elementare italiana di eliminare la parola “Gesù” dalle canzoncine natalizie che tradizionalmente vengono cantate dai bambini nelle recite di fine anno, davanti ai propri genitori e cari.

Il motivo? È una citazione troppo diretta della religione cristiana, che potrebbe offendere coloro che seguono un diverso culto… Come se il Santo Natale che festeggiamo da oltre duemila anni fosse quello di Maometto!

Ma c’è di peggio: la CEI ha deciso improvvisamente di modificare il “Padre Nostro, la preghiera che Gesù in persona (sempre quello di sopra…) ci ha insegnato dalle pagine dei Vangeli e che, così vogliono le Sacre Scritture, esprime la parola medesima di Dio. Motivo? Il passaggio in cui si dice che Dio ci induce in tentazioni non è ammissibile. E che ne sapete voi comuni mortali peccatori?

Altra notizia che disturba parecchio è quella che i preti intendono scioperare a Natale e non tenere messa. Motivo? Protestare contro l’opinione pubblica dilagante in tutta Europa che si oppone alla immigrazione selvaggia dall’Africa e chiede il loro rimpatrio. Ecco, ora comincio a comprendere le ragioni dei secolaristi…

Però, che la Chiesa Romana (o Stato Vaticano se preferite) faccia politica è storia antica. E non ha mai smesso, nemmeno adesso che il Papa “venuto dal sud del mondo” si schiera a favore del nuovo accordo globale sulla migrazione siglato a Marrakech, che mira a favorire la libera circolazione dei migranti, anche clandestini, nel mondo.

D’altronde, lo stesso pontefice ha spiegato la novella biblica a favore delle sue tesi sostenendo che Gesù (sempre lui) sia stato il primo profugo della storia.

Peraltro, non è una novità che sempre più spesso la predica della domenica è diventata un sermone politico, quasi sempre indirizzato contro quelle forze politiche che vogliono fermare l’immigrazione selvaggia.

Anche qui, nulla di nuovo sotto il sole: rispolverano gli anatemi dei preti e dei “cattolici impegnati in politica” contro il comunismo negli anni ’40.

Segni evidenti che il Cristianesimo è sempre più in difficoltà, da quando è caduto l’insegnamento obbligatorio a scuola, con conseguente diminuzione dei battezzati e dei fedeli, in corrispondenza alla riduzione delle vocazioni e al ridimensionamento dei matrimoni in chiesa. A cui contribuiscono anche i continui scandali interni alla Chiesa Cattolica.

Insomma, non c’è più religione per chi crede ancora nella tradizione cristiana. Al massimo una bella “narrazione col sorriso”, una fiction surreale che trasforma la Coke in vino e le cavallette in pane, perché quest’anno non ci daranno nemmeno l’ostia.


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