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Oggi come ieri, il pensiero va ai medici che combattono e perdono la loro vita per noi.

Oggi come ieri, pongono interrogativi che non riguardano solo il momento, ma realtà dimenticate che ci mettono in ginocchio in poche settimane.

Anche oggi l’arcaico universo delle epidemie fa irruzione nel mondo sanificato della chirurgia laser e della tecnologia virtuale.

Hospitalia odierni inadeguati per affrontare gli infetti, mancano i respiratori, le mascherine sono andate a ruba come l’amuchina. Non la chiamiamo più peste, perche’ il termine pandemia sembra meno devastante.

Pandemia è termine politicamente corretto, Ebola poteva andar bene perché africana, Cinese sarebbe stato considerata un’accusa. I giornalisti non hanno scritto “lazzaretti”, perché nella memoria collettiva é identificato come luogo di incurabile disperazione, meglio “fiera”. La storia non insegna: si ricorda Manzoni, non Venezia repubblicana, con il Vecchio e Nuovo lazzaretto, ordinati e efficienti, davanti al Lido. Sedi, dal tardo Medioevo, del Monastero a Santa Maria di Nazaretth o di quello di San Giorgio dei Benedettini. Tra nazarte e lazareto (dalla vicinanza dell’altra isola di San Lazzaro oggi degli Armeni), deputati alla stessa funzione. Contumacia, quarantena, termine religioso per periodi di pentimento e preghiera, passato al sanitario, ancora una volta in Lombardia, nella peste di San Carlo (1566-1567). Contumacia, quarantena anche per le merci. Oggi lo abbiamo scordato.

Quella era una Repubblica, con il senso dello Stato. Senza lo Stato, il singolo non si difende. Lo Stato si fonda, o si dovrebbe fondare, sulla capacità di garantire la sicurezza e la salute fisica di cittadini.

Lo Stato è l’unico soggetto in grado di affrontare crisi di questa dimensione: l’interesse pubblico deve tornare ad essere la priorità della politica pubblica.

Lo ha dimenticato, come ha dimenticato la sua mission, interessato a ridurre il costo del lavoro, a delocalizzare, a demandare la produzione dei farmaci necessari. Il nostro sistema sanitario, inizialmente, aveva reso possibile la fiducia nel futuro basato sul presupposto della salute, poi la salute è stata data per scontata e il budget dedicato alla Sanità si è ridotto.

Il Sistema Sanitario Italiano è vecchio: nel 2019, in Italia, abbiamo avuto 49.000 morti per malattie infettive, il 30% dell’intera Unione Europea. Erano 19.000 nel 2003; 10 mila morti perché siamo diventati antibioticoresistenti.

I poli di eccellenza non possono essere creati e sostenuti da amministrazioni territoriali, spesso facilmente influenzabili da interessi locali. Il mondo è interdipendente. I virus non necessitano di passaporti, non conoscono frontiere.

Nel dramma della prima guerra mondiale, con una epidemia enormemente più importante, finì un’epoca, ma il mondo che finiva lasciava la nostalgia del ricordo di una mancata età dell’oro, il modernismo di Klimt, la magia di un’atmosfera culturale che si respirava nell’impero austroungarico nel primo novecento, in cui gli Artisti frequentavano le lezioni alla Facoltà di medicina e i Medici gli Atelier dei Pittori. Fioritura, quasi rinascimentale, Vienna centro del mondo, luogo dove nascevano le idee. Purtroppo solo del “nostro” mondo che si stava consumando.

Oggi non c’è nostalgia per quello che stiamo perdendo. E’ il nulla. Solo rimpianti, per alcuni rimorsi.

L’organizzazione mondiale della sanità, almeno nel sogno dei Padri Fondatori, avrebbe dovuto rappresentare l’autorità più importante di promozione della salute, di contrasto alle malattie e tutela degli stili di vita, faro di una nuova luce capace di rispondere all’interesse collettivo, di trovare soluzioni la permanenza nei paesi meno sviluppati di epidemie devastanti, nel rispetto della trasparenza. Ma, nel biennio 2016/2017, l’87% del budget di 4 miliardi e mezzo di dollari, è stato finanziato da aziende private che hanno sostituito i finanziamenti statali, vincolandone i progetti commissionati dagli stessi donatori (La Verità)..

Finanziamenti earmarked, che nel 2017, rappresentavano l’80% (British Medical Journal), guidati da Bill&Melinda Gates Foundation con 444 milioni di dollari nel 2016, di cui 221 vincolati a progetti specifici, 457 milioni nel 2017, di cui 213 vincolati. Secondo donatore singolo dopo il governo degli Stati Uniti, ruolo determinante nella distribuzione delle risorse quando la filantropia diventa busineess, lavando le coscienze di un capitalismo che cerca di dare l’immagine di sdoganarsi.

L’OMS è diventato un ragioniere, incapace di progettare il futuro.
Denis Carol (Center for Disease Control, CDC, USA) sostiene che queste pandemie si ripeteranno sempre più spesso per le “zoonotic fallouts” determinate dalla sovrapopolazione e sfruttamento intensivo della terra. Con Lui, Larry Brilliant, Antonio Fauci ritengono che siamo all’anteprima del futuro. Ancor più se non impareremo a gestirle in modo corretto e professionale.

Abbiamo bisogno di coordinamento e cooperazione internazionale per lo studio, la ricerca sulla previsione e gestione di rischi globali, l’organizzazione di un ordine sociale.

Rivogliamo i Nostri Sogni. Ridateci il Futuro.
L’umanità aveva sperimentato con l’atomica la possibilità distruggere l’universo. All’epoca, il confronto Est-Ovest aveva stimolato idee, competenze, conoscenze predittive per comprendere il futuro. Fu il tempo dell’ Institut For the Future di Palo Alto, la rivista europea “Futuribles “ di Bertrand de Jouvenel, il Club di Roma, l’Institut for Appled Systems Analysis di Vienna. Poi arrivò il “presente perpetuo”, futuro sterile dell’immaginario neoliberale. Cancellarono la categoria morale e poltica, trasferendolo nella gestione degli affari: non più Umanità ma gente, agente di consumi e di mercato. La sola alternativa al futuro del mercato è quello proposto dalle fictions, orientate a un idea rassicurante di continuità, che non esiste più.

Domani? Non ci resta che Ri-mediare.


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