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Inizia il nuovo millennio e le aspettative di rilancio della musica italiana non mancano. Puntualmente disattese. La modestia caratterizza l’intero anno e le canzoni che sopravvivono nel ricordo sono davvero poche.

Dopo il successo dell’anno precedente, i LunaPop imperversano anche nel 2000 con l’album Squerez che ripropone 50 special insieme a Qualcosa di grande. Ma il gruppo bolognese impone anche Un giorno migliore.

Di sicuro è un anno migliore per Gigi D’Alessio che a Sanremo propone Non dirgli mai, brano inserito nell’album Quando la mia vita cambierà. In fondo il festival del Ponente ligure continua a fare da traino, seppur sempre più debole, per le vendite degli album.

Edizione non proprio esaltante, quella del 2000. Vince la Piccola orchestra Avion Travel, con Sentimento. Ma la canzone che dura di più nel tempo è La tua ragazza sempre, di Irene Grandi, arrivata seconda. Le classifiche sanremesi contano poco, d’altronde Innamorato di Gianni Morandi non è un gran pezzo ma arriva al terzo posto. Cosa resta di quel festival? Davvero poco. Il timido ubriaco di Gazzè? Replay di Bersani? In bianco e nero di Consoli? Certo non Gechi e vampiri di Trovato, nè Il giorno dell’indipendenza di Alice. Supera i confini dell’oblio Un’altra vita di Tozzi o Brivido caldo dei Matia Bazar? I Subsonica presentano Tutti i miei sbagli ma il sostegno del Sistema Torino rigorosamente politicamente corretto garantisce visibilità e successo.

Tra le nuove proposte vince Jenny B con Semplice sai, ma ha più riscontri del pubblico Strade di Tiromancino e Sinigallia. Si mette in evidenza anche Fabrizio Moro con Un giorno senza fine.

Tornando agli album, Consoli lancia Stato di necessità (Parole di burro) e Pausini Tra te e il mare (Il mio sbaglio più grande). Pelù va forte con Nè buoni nè cattivi (Toro loco) mentre Antonacci ripropone successi comunque piacevoli (Se io se lei, Iris). In classifica, e nella parte alta, si affaccia persino Guccini, con Stagioni (Addio, Don Chisciotte, E un giorno, Ho ancora la forza). Il suo pare un addio alla musica, non sarà così.

Per i Pooh il 2000 non porta un album tra i loro migliori, Cento di queste vite (Stai con me, Padre a vent’anni, Puoi sentirmi ancora). Per Nek La vita è (Ci sei tu) ma non è il solo a interrogarsi sul senso del mondo. Mina propone brani religiosi nell’album Dalla terra e Branduardi presenta L’infinitamente piccolo spaziando dal Cantico delle creature alla Divina Commedia. Anche Fossati si dedica alla Disciplina della terra mentre Grignani preferisce restare Sdraiato su una nuvola.

Zero si lancia con due album. Nel primo, Tutti gli zeri del mondo, inserisce grandi successi altrui (da Anche per te a Vedrai vedrai, sino alla Canzone di Marinella) mentre nel secondo, I miei numeri, raccoglie alcuni dei suoi brani più famosi. Raccolte di successi anche per De André, Vecchioni, Baglioni, Battiato. Un buon risultato lo ottengono Paola e Chiara con Televudion (Vamos a bailar), Zarrillo assicura che Il vincitore non c’è e Tonino Carotone si lamenta che questo è un Mondo difficile. Paolo Conte è sempre immerso nelle sue atmosfere particolari con Razmataz (La petite tendresse, Guaracha, La reine noire).

C’è spazio ancora per Ramazzotti con Più che puoi e Fuoco nel fuoco, per Britti (Una su 1.000.000), Alexia con Ti amo ti amo e per Er Piotta con La mossa del giaguaro.

Meglio abbandonare il 2000 per manifesta inferiorità. Peccato che duri da troppo tempo.


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