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Dopo un 1994 di assoluta modestia, nel 1995 la musica italiana si riprende.

Inutile scorrere la classifica dei singoli più venduti: per trovare la prima canzone italiana bisogna scendere al quarantesimo posto dove si colloca Meravigliosa creatura di Gianna Nannini, per poi proseguire con due brani di Ivana Spagna (Il cerchio della vita dal film Il re leone e la sanremese Gente come noi) e con gli 883 e la loro Senza averti qui.

Però è tra gli album che si nota il tentativo di riscossa. Meno raccolte e più novità. A partire da Spirito diVino di Zucchero (Alleluja, Per colpa di chi). Pino Daniele invita a Non calpestare i fiori nel deserto (Resta resta cu’ mmè, E se amore sarà) mentre il giovane Gianluca Grignani decolla dalle nuove proposte di Sanremo con Destinazione Paradiso (La mia storia tra le dita, Primo treno per Marte). I Neri per caso vincono a Sanremo tra le nuove proposte con Le ragazze e incidono un album dove interpretano brani di successo altrui. Non è invece una novità il successo di Venditti che lancia Prendilo tu questo frutto amaro (la traccia più riascoltata è Ogni volta), così come è una conferma Baglioni che ritorna con Io sono qui (Fammi andar via, Bolero).

In realtà conta più il nome rispetto alla qualità dei brani. Poche le tracce rimaste nell’immaginario collettivo dei due album di Baglioni e Venditti, più numerose quelle di La donna, il sogno & il grande incubo degli 883: Gli anni, Tieni il tempo, Una canzone d’amore, Senza averti qui. Ovviamente non tutti gli album di quel 1995 hanno avuto il medesimo successo, ma le vendite sono comunque soddisfacenti. Jovanotti si limita ad una raccolta, Raf espone il suo Manifesto (Sei la più bella del mondo), Masini si impone con Bella stronza e Principessa nell’album Il cielo della vergine, Irene Grandi è In vacanza da una vita (Bum bum) e Giorgia si sente Come Thelma & Louise (Come saprei, C’è da fare). Fiorello, in Finalmente tu, reinterpreta vecchi successi, da Io vagabondo a Un mondo d’amore, ma anche la sanremese Senza averti qui.

Carboni non entusiasma con il suo Mondo; Bocelli, forte della partecipazione a Sanremo, esce con due album. Uno con brani quali Con te partirò e Vivo per lei, il secondo con una carrellata di successi storici (La donna è mobile, Nessun dorma, ‘O sole mio). Il cielo capovolto di Vecchioni si fa apprezzare per Le mie ragazze, Le lettere d’amore, Il tuo culo ed il tuo cuore. Paolo Conte è Una faccia in prestito mentre Zero è sulle tracce dell’imperfetto (I migliori anni della nostra vita). Arbore canta Napoli e Mina l’immancabile raccolta di brani italiani e stranieri. Difficile l’album di Battiato, L’ombrello e la macchina da cucire, più facile quello dei Pooh che in Buonanotte ai suonatori ripropongono Alessandra, Santa Lucia, La ragazza con gli occhi di sole. I Nomadi proseguono Lungo le ali del vento (Il vento del Nord), Morandi riappare con Marinaio e La regina dell’ultimo tango, per Bennato Le ragazze fanno grandi sogni.

Al di fuori dei circuiti ufficiali si muove come sempre Gaber che, tra il 94 ed il 95, pubblica due versioni di E pensare che c’era il pensiero. Tra le tracce più memorabili Mi fa male il mondo, Qualcuno era comunista, Destta sinistra, Quando sarò capace d’amare, Canzone della non appartenenza, La Chiesa si rinnova (aggiornamento di un brano del 69). Introspezione ed analisi sociale per un Gaber sempre più profondo.

Come si è visto anche nel 95 Sanremo pesa sulle vendite. Vince Giorgia con Come saprei davanti a Morandi e Barbara Cola (In amore). Al di là dei piazzamenti di Spagna, Bocelli, 883, stupisce la posizione elevata di Antonella Arancio con Più di così. Precede Cuccarini (Un altro amore no), Mango (Dove sei) e Faletti (L’assurdo mestiere). Non mancano i nomi noti che non entusiasmano . Il Trio Melody (Di Capri, Proietti e Palatresi) propone Ma che ne sai se non hai fatto il piano bar, Cinquetti è alle prese con il Giovane vecchio cuore e Ranieri con la Vestaglia. Drupi, con un brano di Cutugno (Voglio una donna), precede Cutugno (Voglio andare a vivere in campagna): ciascuno con le sue voglie. Bertè non scalda con Angeli & Angeli, Patty Pravo neppure con I giorni dell’armonia.

Tra le nuove proposte, oltre a Neri per caso e Grignani, si mettono in luce Di Cataldo (Che sarà di me), Finizio (Lo specchio dei pensieri) e Silvestri (L’uomo col megafono).


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