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Hanno ucciso l’uomo Ragno. Ed è subito 883. Una coppia di giovani cantanti (ne resterà uno solo mentre il collega farà altre scelte) che, in fondo, rappresenta una versione ammodernata di Drupi, interprete della provincia lombarda che nel 1992, a quasi 20 anni dalla comparsa di Drupi a Sanremo, è profondamente cambiata.

E a proposito del Festival ligure, non mancano le polemiche. Vince Luca Barbarossa con Portami a ballare, canzone mammona, e supera la favorita Mia Martini con Gli uomini non cambiano. Una classifica che vede in terza posizione Vallesi (La forza della vita) davanti al sorprendente Bertoli (Italia d’oro) non più in coppia con i Tazenda che, comunque, conquistano la scena con Pitzinnos in sa gherra nonostante le difficoltà di comprensione della lingua sarda.

Tra le canzoni dell’Ariston che hanno superato la notorietà di una sola stagione figurano sicuramente Ti penso (Ranieri), Mendicante (Nava), Un uomo in più (Drupi). È un festival per coppie. Fortunato-Fasano (Per niente al mondo), Di Capri-Montecorvino (Favola blues), Berti-Faletti (Rumba di tango). Anche tra i giovani non mancano le coppie. Vincono Alotti-Baldi (Non amarmi) ma ci sono anche Bono-Mingardi (Con un amico vicino). Tra i solisti vanno bene Irene Fargo (Come una Turandot) e Canino (Brutta). Gli Statuto divertono con Abbiamo vinto il Festival di Sanremo.

Sono sempre gli album a caratterizzare l’anno. E ancora una volta l’elenco delle raccolte di successi precedenti è lunghissimo. Arbore canta Napoli (da Luna Rossa a Voce ‘e notte), Venditti ripresenta le sue canzoni più note e Baglioni esce con due raccolte. Battisti prosegue nel lancio di un disco ogni due anni: nel ‘92 è la volta del penultimo album, Cosa succederà alla ragazza (La metro eccetera), ma una raccolta dei vecchi brani ha molto più successo. Raccolte anche per Mina, Tozzi, Vecchioni (ma con l’inedita Voglio una donna), Celentano, Paoli, Murolo, Nomadi, Bennato che però presenta anche Il paese dei balocchi (Buon compleanno bambina), Dalla, Matia Bazar. Concato è In viaggio, Oxa si occupa Di questa vita, Ron assicura che Non abbiamo bisogno di parole, Fossati dedica un disco a Lindberg (La canzone popolare) nonostante le differenze ideologiche. Mannoia vaga tra Il cielo d’Irlanda ed i treni a vapore, Paolo Conte celebra il 900 e Pino Daniele è Sotto ‘o sole mentre Mango è Come l’acqua.

Per i Pooh Il cielo è blu sopra le nuvole (La donna infinita, In Italia si può) ed i Litfiba hanno un Sogno ribelle (El diablo, Cangaceiro). Ottima annata per Jovanotti che è un Ragazzo fortunato e non si annoia, ma è un grande anno pure per Baccini che fa Nomi e cognomi (Andreotti, Margherita Baldacci, Venditti, Maradona, Baccini) e per Carboni (Ci vuole un fisico bestiale, Mare mare). Zucchero intona il Miserere e De Gregori nel suo album Canzoni d’amore oltre ad Adelante adelante inserisce curiosamente La ballata dell’uomo Ragno.

Tra le coppie improvvisate c’è anche quella composta da Turci e Cocciante con E mi arriva il mare. Morandi è sempre in cerca di rilancio con Banane e lamponi, Minghi invita a Vivere e gli Stadio invitano a stabilire un contatto. Elio e le storie tese propongono Pippero e Aeroplani italiani invitano a stare Zitti zitti. Samuele Bersani canta Chicco e Spillo, Gatto Panceri sa che L’amore va oltre. Va oltre anche Gaber che, nel suo teatro canzone inserisce Qualcuno era comunista. E qualcuno è costretto a riflettere (pochi, in realtà).


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