fbpx


Cosa resterà degli anni 80? Se lo chiedeva Raf, all’inizio dell’89 sul palco di Sanremo. Non moltissimo, indubbiamente. Ma sicuramente molto di più rispetto a quello che potrà lasciare la musica del 2019.

Non che l’89 sia stato proprio un anno leggendario. Imperversa la lambada, a Sanremo vincono Oxa e Leali con Ti lascerò, l’album più venduto è quello di Zucchero, Oro incenso e birra (Nice che dice, Diavolo in me, Overdose d’amore).

Non è proprio tutto qui, per fortuna. Al Festival arriva secondo Cutugno con una canzone nel solco della tradizione italiana, Le mamme. Ma anche Bennato, nel suo album Abbi dubbi, si lancia nel classico Viva la mamma, anche se con diversa ironia. Al Bano e Romina si dedicano alla tutela dell’ambiente con Cara terra mia, ma la tutela musicale non impedisce a Francesco Salvi di essere ai primi posti in classifica con una serie di brani che è difficile definire canzoni: Esatto (tra i primi anche a Sanremo), C’è da spostare una macchina, Son contento.

Tra i 33 giri va bene quello di Vasco, Liberi liberi, e funziona come vendite l’immancabile raccolta di Mina che interpreta vecchi successi come La pelle nera, Io vorrei non vorrei ma se vuoi. Jovanotti canta la sua moto e dedica un pezzo a Vasco. A Sanremo compaiono anche, non insieme, Paoli e Vanoni che poi lanciano due album di buon livello: L’ufficio delle cose perdute per Paoli (Questione di sopravvivenza, Parigi con le gambe aperte), Il giro del mondo per Vanoni (Io come farò, Tu mi ricordi Milano, Questa volta no).

Nostalgia del passato per Vandelli con 29 settembre 89 (Tutta mia la città, Pomeriggio ore 6, Casa mia), ma anche per Cocciante che ripropone Margherita, Sincerità, Bella senz’anima). E pure per Ruggeri che, in Contatti, interpreta canzoni altrui, da Anche per te a Incontro, da Alice a La casa in riva al mare. Mentre Battiato, con Giubbe rosse, ripropone l’Era del cinghiale bianco, Alexander Platz, Centro di gravità permanente.

Pino Daniele non sa ancora che il suo album Mascalzone Latino (Anna verrà) darà il nome ad una barca per l’American Cup, De Gregori presenta Mira Mare (Bambini venite parvulos, Dr. Dobermann) e Oxa ha Tutti i brividi del mondo. Raf, oltre alle domande sugli anni 80, va forte con Ti pretendo e Vecchioni propone Milady (Gli anni). Sempre struggente Mia Martini con Almeno tu nell’universo e Agapimu, raffinata Rossana Casale con Incoerente Jazz (Un cuore semplice, A che servono gli dei). Alice canta La ragazza di Osaka e vede Il sole nella pioggia mentre Barbarossa vede Al di là del muro. Ritorna in campo Finardi con Il vento di Elora (Favola, Vil Coyote).

Tornando all’edizione non memorabile di Sanremo, vanno almeno salvate le esibizioni del vecchio Carosone (‘Na canzuncella doce doce), di Dori Ghezzi (Il cuore delle donne) e di Jannacci (Se me lo dicevi prima). Tra gli emergenti vince finalmente Paola Turci con Bambini, dopo anni di scarse soddisfazioni sanremesi. Compare anche la categoria Nuovi, con Mietta (Canzoni), Gianluca Guidi figlio di Jhonny Dorelli (Amore è) ed i Ladri di biciclette con la canzone omonima.

Non ha bisogno del Festival Gianna Nannini con Voglio fare l’amore. In attesa di imperversare l’anno seguente con la sigla dei mondiali di calcio.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori




ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST