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La fantasia al potere era rimasta confinata ai sogni del 68, la fantasia musicale italiana latita anche nel 1986. La grande novità è rappresentata da Don Giovanni di Lucio Battisti, alla prima esperienza con il poeta Pasquale Panella come paroliere.

Un Lp completamente spiazzante sia a livello musicale sia per i testi, tra giochi di parole e immaginazione assoluta. Che vita ha fatto, Equivoci amici, Fatti un pianto: alcuni dei titoli delle canzoni che, senza la benché minima promozione, portano il disco ai vertici delle classifiche.

Per il resto è sufficiente scorrere l’elenco dei 45 giri più venduti in Italia per rendersi conto della crisi. Ci sono due cantanti italiane nella top ten, ma una, Ivana Spagna, canta in inglese (Easy Lady). Meno male che c’è Gianna Nannini, con il suo Bello e impossibile.

In questo scenario depresso, buona parte dei dischi in classifica arrivano dalla ridotta del Festival di Sanremo, vinto da Ramazzotti con Adesso tu davanti al Clarinetto di Arbore. Come molto spesso accade, la classifica del festival non corrisponde al successo dei brani. Così Marcella arriva terza con Senza un briciolo di testa precedendo Cutugno (non ancora diventato una pericolosa spia russa) con Azzurra malinconia. Brani non proprio memorabili. Più successo ottiene È tutto un attimo di Oxa ma la classifica prosegue con Berti (Futuro) e Nino D’Angelo (Vai). Visto che la qualità generale latita, provvedono i titoli dei brani a spiegare che si tratta di canzoni: torna in scena Fred Bongusto con Cantare, torna pure Endrigo con Canzone italiana, Zucchero propone Canzone triste e gli Stadio le Canzoni alla radio. Fantasia, questa sconosciuta.

E se Bertè canta il Re, Rettore propone Amore stella e Marco Armani lancia Uno sull’altro e Flavia Fortunato procede Verso il 2000. Non certo i loro maggiori successi. Più ascoltate e riproposte negli anni Fatti miei di Fiordaliso, Lei verrà di Mango, No East no West di Scialpi, Innamoratissimo dei Righeira.

Rossana Casale ha i Brividi ma la bassa posizione nella classifica finale non impedirà a Luca Barbarossa di imporsi al grande pubblico con Via Margutta ed a Enrico Ruggeri di consacrarsi al vertice con Rien ne va plus. Tra le nuove proposte vince Lena Biolcati (Grande grande amore) e si fa apprezzare Aleandro Baldi con La nave va. Non si qualifica Paola Turci (L’uomo di ieri) che inizia comunque una grande carriera. Fuori classifica anche Gatto Panceri (Scherzi della vita).

La scarsa ispirazione dell’86 emerge anche dagli album, con una serie lunghissima di raccolte di successi del passato, proprio o altrui. A partire da Mina che in Sì buana reinterpreta Questo piccolo grande amore, Bella senz’anima, Azzurro. Vanoni, in Ornella 8, sceglie Amarsi un po’, Se stasera sono qui, Occhi di ragazza, E penso a te. Va più indietro Pavarotti con Le più belle romanze e canzoni (Nessun dorma, Mamma, Celeste Aida, ‘O sole mio, La donna è mobile, Vivere). De Andrè ripropone Via del Campo, Creuza de ma, Andrea, Carlo Martello ritorna dalla guerra di Poitiers. Celentano lancia il secondo album dei Miei americani.

Dalla esce con due Lp, Bugie (Se io fossi un angelo) e Dallamericaruso (Caruso, La sera dei miracoli, L’ultima luna, Grande figlio di puttana). E sono due anche quelli di Cocciante, nel primo figurano Quando si vuole bene, Margherita, In bicicletta, Cervo a primavera, nel secondo Il mare dei papaveri, Due, Questione di feeling. Raddoppia pure Zucchero, tra Rispetto (Come il sole all’improvviso, Canzone triste) e Soggetti smarriti. Doppia uscita per D’Angelo, Cantautore e Fotografando l’amore.

Venditti e segreti è l’album che comprende Giulio Cesare e C’è un cuore che batte nel cuore. Branduardi canta Yeats, Morandi propone Uno su mille e 1950, i Pooh con Giorni infiniti non raggiungono il massimo ma neppure Red Canzian con il suo album da solista Io e Red. Decisamente meglio Enrico VIII di Ruggeri (Il portiere di notte, Non finirà, Certe donne).

Nannini inserisce nell’album non solo Bello e impossibile ma anche Profumo, così come Ramazzotti affianca Nuovi eroi ad Adesso tu e Renzo Arbore nell’album Prima che sia troppo tardi presenta Sfigato mambo oltre al Clarinetto. Concato non è ai livelli massimi con Tornando a casa e Senza avvisare.

Tornando ai singoli, vola in classifica Cristina D’Avena con Kiss me Licia, ma vendono bene anche Cuccarini (Tutto matto) e Goggi (Io nascerò). Funzionano sempre i Matia Bazar (Ti sento) mentre Mina e Fausto Leali propongono Via di qua. In attesa di tempi migliori.


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