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Gli anni di piombo sono ormai quasi alle spalle, nell’82 (Paolo Di Nella verrà assassinato l’anno successivo, ma sono gli ultimi colpi di coda di un terrorismo idiota), e Sanremo torna ad essere vetrina della musica italiana.

Senza conflitti d’interesse. C’è davvero di tutto sul palco del Festival. Vince Fogli, con Storie di tutti i giorni, e precede la coppia d’oro Al Bano e Romina (Felicità) e Drupi in gran spolvero con Soli.

Ma se mancano i conflitti d’interesse baglioneschi, non mancano le ruffianate. Così ai primi posti si piazza Cionfoli, presentato come frate Cionfoli in quanto religioso (ora è nonno), con Solo grazie, brano perfetto per le parrocchie. Ci sono i bellocci come Christian (Un’altra vita un altro amore), i bellocci di ritorno come Mal (Sei la mia donna), i ritorni tout court come quelli di Jimmy Fontana (Beguine) e delle Orme (Marinai). Piace Mia Martini (E non finisce mica il cielo) e si afferma Mario Castelnuovo (Sette fili di canapa). Però il Festival vede arrivare in finale Zucchero (Una notte che vola via) e Vasco (Vado al massimo). Eliminati, invece, Claudio Villa, Orietta Berti, Fiordaliso e Zarrillo (ma la sua Rosa blu avrà successo).

Ovviamente Sanremo rappresenta solo una minima parte della musica dell’82. Gli album spadroneggiano. E la discografia impone che, a fianco di 33 giri nuovi di pacca, vengano proposte raccolte di successi passati. Così Venditti entra in classifica con uno dei suoi album più belli, Sotto la pioggia(con brani quali Torino, Dimmelo tu cos’è, Sotto la pioggia) e De Gregori sforna Titanic (con l’indimenticabile Leva calcistica della classe 68, Belli capelli, I muscoli del capitano).

Ma tra gli album l’attesa è tutta rivolta a Lucio Battisti senza più Mogol: E già. Un 33 giri che conquista la vetta della classifica pur senza promozione, poiché Lucio non la vuole, ma spiazza completamente i battistiani d’antan. Non tanto per la musica, perché Battisti aveva già iniziato a sperimentare, quanto per i testi affidati alla moglie. Scrivi il tuo nome, Non sei più solo, Windsurf windsurf sono brani che nessuno canta più sulla spiaggia.

Ha successo Cocciante con l’album in cui propone Celeste nostalgia, In bicicletta, È passata una nuvola; Battiato, con La voce del padrone, presenta successi quali Bandiera Bianca e Centro di gravità permanente, Teresa De Sio prosegue con i brani napoletani (Voglia ‘e turnà, Aumm aumm) e Renato Zero canta i Soldi ed inneggia alla Rai. I Pooh ripropongono Piccola Katy, Pensiero e gli altri successi, Vecchioni esce con Hollywood Hollywood ma, insieme a Parigi o cara e Sestri Levante, nell’82 porta al successo anche Dentro gli occhi. Rettore è alle prese con le sue Lamette, Julio Iglesias continua con le lezioni d’amore ma si può ancora permettere un titolo come Arrangiati amore che ora verrebbe cassato da femministe e signori del politicamente corretto. Meno problemi con Momenti e Sono un vagabondo.

Sanremo fa da traino anche per gli album dei premiati e dei finalisti. Vasco inserisce nel 33 anche Ogni volta e Splendida giornata, Fogli lancia anche Che ne sai, Al Bano e Romina vanno alla grande con Aria pura: oltre a Felicità anche Prima notte d’amore e la riproposizione di Sharazan e del Ballo del qua qua.

Goggi funziona anche senza Sanremo, con Pieno d’amore e Il mio prossimo amore, Alice lancia un Messaggio e la Chanson egocentrique, Ferradini è Schiavo senza catene però propone un Teorema alternativo.

Bertè supera nelle vendite la sorella Mia Martini con l’album Traslocando che contiene il sempre verde Non sono una signora oltre a Per i tuoi occhi. Cresce il successo di Gianna Nannini che nell’82 sfonda con Latin Lover e Ragazzo dell’Europa (che non è Juncker in versione giovanile). Nada, che non è mai stata una ragazzina per bene, si scatena con l’erotico Ti stringerò mentre Giuni Russo si organizza Un’estate al mare.

Se le Orme cantavano i Marinai a Sanremo, Morandi continua a tentare la risalita con Marinaio; Finardi non conquista il pubblico con l’album in inglese Sreet secrets e neppure Tozzi, a parte il brano Eva mentre Vanoni ripropone i suoi cavalli di battaglia, dall’Appuntamento a Innamorati a Milano o Albergo a ore.

Chi, invece, conquista la vetta dei singoli italiani più venduti è Miguel Bosè con Bravi ragazzi (“tutti poeti noi del 56”). Baglioni dedica Avrai al figlio, Concato è alle prese con una Domenica bestiale e Ron si occupa dell’Anima mentre Bennato va a Nisida.

Camerini vede il suo disco dell’81, Tanz bambolina, entrare in classifica nell’82. Tra i non cantanti spicca ancora una volta Pippo Franco (Che fico) oltre alla Carrà (Balla balla). I Ricchi e Poveri interpretano la speranza (Come vorrei), Io no replica Oxa e Marcella ha Problemi dopo aver cantato Mi mancherai.

Meno male che Togni propone Vivi perché poi Mina annuncia che Morirò per te e Sandro Giacobbe si lamenta con Sarà la nostalgia. Claudia Mori assicura che Non succederà più, Franco Simone è alle prese con il Sogno della galleria, ma non sulla Torino Lione, e Dario Farina mente giurando che Sei la sola che amo.

E i bambini? Si consolano con Lady Oscar dei Cavalieri del re.


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