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È il decennale dello sbarco sulla luna e discografici ed autori non si lasciano sfuggire l’occasione.

Bertè si lancia con E la luna bussò, Lucio Dalla canta L’ultima luna mentre i Matia Bazar si limitano ad un Raggio di luna. L’evento musicale più significativo è l’album che Dalla e De Gregori realizzano insieme, Banana Republic, con la scanzonata Ma come fanno i marinai oltre a brani di entrambi gli interpreti.

Dalla presenta però anche il “suo” Lp, L’anno che verrà, con Anna e Marco, Milano, Cosa sarà, Stella di mare. Un grande successo, come è un successo Viva l’Italia di De Gregori, ma ad irrompere sulla scena è anche un giovane che scala le classifiche e conquista il pubblico nonostante l’ostracismo non solo della Rai ma anche di gran parte delle radio private.

È Alberto Fortis e, indubbiamente, Milano e Vincenzo rappresenta una sfida ad un mondo discografico che non è il massimo della trasparenza e della correttezza. “Vincenzo io t’ammazzerò, sei troppo stupido per vivere” garantisce il boicottaggio ma assicura anche il successo di una frase che diventerà un tormentone. Facendo passare in secondo piano brani intensi, curati, poetici: Il duomo di notte, la sedia di lillà. Poi si riparte con Nuda e senza seno e, soprattutto, A voi romani con l’altro tormentone “Io vi odio a voi romani, io vi odio tutti quanti”.

Fortis non è l’unico, nel 79, ad odiare i discografici. Pierangelo Bertoli sta preparando A muso duro, che uscirà l’anno seguente. E non è neppure l’unico a lasciarsi andare a considerazioni tranchant. A Sanremo, nell’ennesima edizione di serie C, si esibiscono i Pandemonium con Tu fai schifo sempre. Vince il festival, e sparisce subito, Mino Vergnaghi con Amare. Davanti ad Enzo Carello con Barbara (altro flop).

Per trovare qualche canzone riproposta in seguito bisogna passare ai Camaleonti con Quell’attimo in più, ai Collage con La gente parla e, soprattutto, a Franco Fanigliulo con il censurato A me mi piace vivere alla grande. Si può risentire, per il titolo più che per la qualità del brano, anche Marinella con Autunno cadono le pagine gialle.

Di nessun interesse l’interpretazione sanremese di Enrico Beruschi con Sarà un fiore, non fosse che è di nuovo un anno di successi discografici di chi cantante non è. Il più apprezzato è Pippo Franco con Mi scappa la pipì papà, ma vanno forte anche i Gatti di Vicolo Miracoli (Capito), Raffaella Carrà (E salutala per me), Amanda Lear (con la nostalgica Lili Marlene), Erminio Macario (Ciao Nonnino) e Renato Rascel (Sì, buonasera). Merito della tv, come il successo di Capitan Harlock della Banda dei bucanieri.

Tornando ai cantanti veri, Lucio Battisti e Guccini sono al lavoro ma in pausa, De Andrè ripropone pezzi storici insieme alla Pfm, Mina presenta una raccolta di brani famosi, Vanoni esce con un Lp non proprio memorabile dopo il fantastico doppio 33 dell’anno precedente con i New Trolls che si impongono con Aldebaran. Ivan Graziani canta Agnese (e Taglia la testa al gallo), Ivano Fossati si fa largo con La mia banda suona il rock mentre Riccardo Cocciante resta ai vertici con Io canto.

Vecchioni sfoga la rabbia della sua carcerazione con l’Album Robinson dove trova spazio Signor giudice, un atto d’accusa contro la giustizia italiana, oltre a Lettera da Marsala, Luci a San Siro, Mi manchi. Non può mancare invece l’album di successo dei Pooh, Vivo (Io sono vivo, Notte a sorpresa, Tutto adesso). Anche Venditti è sulla cresta dell’onda con Buona domenica, e Pupo con l’ambiguo Gelato al cioccolato oltre che con Ciao (dell’anno precedente) e Forse.

Ma è Alan Sorrenti a vendere di più, con Tu sei l’unica donna per me. Il vero trionfatore del ‘79 è però Julio Iglesias, ai primi posti sia per i 45 giri sia per due Album. Se tornassi, Pensami, 33 anni, Restiamo ancora insieme, Seguirò il mio cammino: pure lezioni sentimentali per adolescenti italiani.

Quanto agli altri, è sempre un momento d’oro per Tozzi, non solo per la celeberrima Gloria ma anche per Qualcosa qualcuno, Mamma Maremma. Torna al successo Celentano con Soli, Patty Pravo è alle prese con l’Autostop e Califano con una Avventura con un travestito. Baglioni chiede Tu come stai (oggi direbbe te come stai, con il plauso della Crusca) , Branduardi è impegnato a cogliere la prima mela, Rino Gaetano si occupa di Maria e non è detto che sia una persona. Renato Zero viaggia sul Carrozzone proponendo un Baratto, Cotugno non si schioda da Donna donna mia, Pino Daniele si dichiara pazzo, Viola Valentino invita a comprarla, Pappalardo vuol ricominciare ma le Orme assicurano che è la fine del viaggio. O forse è solo Lunedì, come sostiene Bongusto.


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