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La crisi delle grandi manifestazioni canore esplode nel 1975 dopo le difficoltà già evidenziate l’anno precedente.

Sanremo vede la fuga di tutte le principali case discografiche, il Disco per l’estate di St. Vincent è all’ultima edizione e Canzonissima è già finita.

Ormai la musica, anche quella italiana, viene fatta conoscere in altri modi. E gli album soppiantano i 45 giri. Spesso il disco singolo serve solo come traino per il 33 giri.

Non stupisce quindi che Gilda Giuliani vinca a Sanremo con Ragazza del Sud ma poi si ritrovi nelle posizioni di coda quanto a vendite.

In compenso spariscono del tutto le altre canzoni sanremesi e pure gli interpreti. Si salvano solo Rosanna Fratello e Pilat come autore e poi come interprete delle canzoni triestine.
È invece Claudio Baglioni il dominatore della scena. Con Sabato pomeriggio e con tutti i brani dell’album, da Poster al Lago di Misurina.

Ai vertici delle vendite anche Mina con L’importante è finire (censurata per il doppio senso che avrebbe avuto L’importante è venire). L’Italia dei buoni sentimenti preferisce piangere al telefono con Modugno, ma si tratta della cover di un brano francese.

L’importante non è venire, bensì tornare come cantano i Santo California (Tornerò) e pure gli Homo Sapiens (Tornerai tornerò). Claudia Mori però canta una trasgressione matrimoniale in Buonanotte dottore e Wess e Dori Ghezzi si lanciano con Un corpo e un’anima.

Drupi si illude che Sereno è possa tranquillizzare una società in subbuglio e invece si ritrova sotto accusa da parte di femministe scatenate, indignate perché nel brano è lei che prepara il caffè. Meglio, per Drupi, pensare solo a loro Due.

È l’anno di Yuppi Du di Celentano ma c’è chi preferisce riproporre il passato. Mal torna alla ribalta con Parlami d’amore Mariù e George Baker ripropone la Paloma blanca. Sulla scena italiana si affaccia Julio Iglesias con Manuela e si conferma Demis con From souvenirs to souvenirs.

Rientra in classifica Endrigo (Ci vuole un fiore) ed è un anno positivo per Paolo Frescura (Bella dentro) ma soprattutto Era già tutto previsto il successo per Riccardo Cocciante.

Anni di piombo in Italia, ma nelle canzoni prevale l’amore, come sempre.

Patty Pravo racconta un Incontro, i Camaleonti si dedicano alla Piccola Venere e Sandro Giacobbe sogna Il Giardino proibito.

Romina e Al Bano iniziano un Dialogo e i Romans assicurano “Stiamo bene insieme”. Loredana Bertè, con Sei bellissima, precede la sorella Mia Martini con Al mondo, i Cugini di Campagna si immaginano a 64 anni e i Matia Bazar si accontentano di Stasera che sera.

C’è spazio anche per il Negro di Marcella e Iva Zanicchi ammette di essere Testarda.

E poi i mostri sacri. Lucio Battisti sta preparando il nuovo album e continua ad entusiasmare con Anima Latina. Ma nel 75 realizza quella che viene considerata la prima videoclip italiana con Ancora tu e La Compagnia. Due mesi prima di Bohemian Rhapsody dei Queen. I Pooh presentano Un po’ del nostro tempo migliore ma entrano anche nella classifica dei 45 con Per te qualcosa ancora.

La Vanoni è sempre ai vertici con Uomo mio bambino mio e La voglia di sognare, Vecchioni presenta la Canzone per Laura e Venditti canta sempre Roma mentre Bennato è sollevato perché adesso non c’è Nerone. Grande anno per De Gregori tra Rimmel, Buonanotte fiorellino e Piccola mela. Ma anche per De Andrè con La cattiva strada e Amico fragile.

Dopo un periodo di canzoni in inglese e la partecipazione nel 72 al Festival del proletariato giovanile di Re Nudo, Eugenio Finardi si dedica alla canzone italiana con l’Album Non gettate alcun oggetto dal finestrino che contiene una versione moderna di Saluteremo il signor padrone, una tradizionale canzone di lotta. Anche se anni dopo, in una lunga serata al Jaialai di Champoluc, Finardi spiegherà che le canzoni di lotta e di protesta che aveva cantato erano “consigliate” dai discografici mentre lui avrebbe preferito dedicarsi al blues.

Un’ultima notazione sul Disco estate dove si impone, per la prima volta (che sarà anche l’ultima visto che è l’ultima edizione) un brano esclusivamente strumentale Amore grande amore libero del Guardiano del faro.


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