fbpx
Usarci


Il popolo della tv incorona Nicola di Bari che all’inizio del 71 trionfa a Sanremo con Nada (Il cuore è uno zingaro) per poi chiudere l’anno vincendo anche Canzonissima con Chitarra suona più piano.

Ma l’Italia reale, già allora, era molto diversa da quella ufficiale. E il vero trionfatore musicale del 1971 è Lucio Battisti che guida la classifica dei dischi più venduti con Pensieri e parole, ma scala le vette anche con Dio mio no, Le tre verità, Anche per te.

Senza dimenticare i brani di Mogol Battisti interpretati da solisti (come Lauzi con Amore caro amore bello) e gruppi (Vendo casa dei Dik Dik o Eppur mi son scordato di te della Formula 3).

Ma a proposito di gruppi, il 71 è l’anno della consacrazione dei Pooh, al secondo posto con Tanta voglia di lei e all’ottavo con Pensiero (ma in classifica anche con A un minuto dall’amore).

Senza bisogno di essere consacrati a Sanremo, a St.Vincent o a Canzonissima.
Ciò non toglie che tv e cinema abbiano un ruolo fondamentale nella promozione dei dischi.

Da Sanremo arriva il successo di Che sarà (vende più nella versione di José Feliciano che in quella dei Ricchi e Poveri. E poi 4 marzo 43, di Dalla ed Equipe 84. La loro fortuna è la crassa ignoranza italiana che impedisce di capire che 9 mesi prima della data indicata nel titolo gli unici soldati stranieri presenti in Italia erano quelli tedeschi. Una censura evitata per miracolo.

Ma sono successi sanremesi anche Com’è dolce la sera (di Marisa Sannia e Donatello che in quell’anno presenta anche Malattia d’amore che otterrà un successo maggiore), Sotto le lenzuola (Celentano ed il coro alpino di Milano), Come stai (Modugno e Carmen Villani prima che scegliesse altre strade artistiche), Bianchi cristalli sereni (Don Backy e Gianni Nazzaro), 13 storia d’oggi (Al Bano e Aguaviva), La folle corsa (Formula 3 è Little Tony), Una storia (New Trolls ed Endrigo), Amsterdam (Nino Ferrer e Rosanna Fratello che sarà ricordata in quell’anno per Sono una donna non sono una santa, presentata a Canzonissima).

Non successi straordinari, ma brani che verranno ascoltati a lungo.
Più di quelli che si impongono al Disco per l’estate dove vince Era il tempo delle more (con Mino Reitano che anticipa il tempo delle mele) davanti a Sempre sempre di Peppino Gagliardi e La riva bianca la riva nera di Iva Zanicchi, un brano pacifista in un anno di canzoni impegnate.

Ai primi posti anche Tony Cucchiara con Vola cuore mio, sicuramente una canzone meno nota rispetto a Casa mia dell’Equipe 84 o Il gigante e la bambina di Rosalino che seguono nella classifica finale. Dove compaiono anche Via dei ciclamini della Berti, Susan dei marinai di Michele, Donna felicità dei Nuovi Angeli e So che mi perdonerai dei Nomadi che non disdegnano la passerella televisiva.

Non particolarmente esaltante la classifica finale di Canzonissima dove, alle spalle di Nicola Di Bari arrivano Ranieri (Via del conservatorio), Zanicchi (Coraggio e paura), Villa (La cosa più bella, brano finto pruriginoso in un’Italia tra amore libero e paura bacchettona), Il temo di impazzire (Vanoni).

Ma è sempre la tv a lanciare Raffaella Carrà anche come interprete di tormentoni dei programmi televisivi quali Ma che musica maestro e Chissà se va, senza dimenticare il famigerato Tuca tuca. O Cento campane di Nico dei Gabbiani. Mentre Vincent, di Don McLean, diventerà famosa in Italia due anni dopo come sigla dello sceneggiato Lungo il fiume e sull’acqua e sarà poi interpretata da De Gregori e Little Tony.

Non manca l’influenza dei film che, in quell’anno, trascinano le vendite di Love story, anche nella versione di Patty Pravo. E poi Anonimo Veneziano, Djamballà (Il Dio serpente), Er più di Celentano, Padre Brown di Rascel. Si celebrano Sacco e Vanzetti sugli schermi e con le canzoni di Joan Baez e di Gianni Morandi.

Sul fronte dei cantanti stranieri, in Italia si apprezzano gli ex Beatles, da George Harrison (My sweet lord) a Paul McCartney (Another day) a John Lennon (Imagine). Ma a loro vengono preferiti Michel Laurent (Sing Sing Barbara), Demis Roussos senza più gli Aphrodite’s Child (We shall dance), i Middle of the road (Tweedle dee Tweedle dum), i Pop Tops (Mamy blue). Aznavour canta in francese Mourir d’aimer mentre Michel Delpech offre anche la versione italiana di Per un flirt.

Un ex promessa del calcio, Julio Iglesias, si fa notare con Un canto a Galicia, dedicato al padre.

Si fa notare sempre più anche Claudio Baglioni con Io una ragazza e la gente e con E ci sei tu. De Andrè si dedica a Un giudice mentre Roberto Vecchioni comincia la strada del successo cantando le Luci a San Siro. Sono ispirati i Delirium con Il canto di Osanna mentre Dalla è marittimo con Itaca e La casa in riva al mare.

Mina pensa a un Uomo e La mente torna, Mia Martini dedica non proprio parole d’amore al Padre padrone e Reitano ha Una ferita in fondo al cuore.

Patty Pravo oscilla tra un ipotetico Tutt’al più e la tristezza perché lei non gli bastava più.

Ma Vanoni sa che Domani è un altro giorno. Per Ranieri, che rimpiange i 20 anni, L’amore è un attimo mentre l’Equipe 84 si gode Una giornata al mare.

Azzurra, per Little Tony, non è ancora la barca di Coppa America, i Profeti ricordano che Era bella e Celentano racconta Una storia come questa, con Nazzaro fissato sul Far l’amor con te.

Ma i Formula 3 ritornano soli. C’è spazio persino per un po’ di impegno leggero, con la Filanda di Milva e Tuta blu di Modugno: è il periodo operaista nelle piazze, ma non nei negozi di dischi che non premiano le due canzoni.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



MEDICAL LAB

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST