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Non ho mai provocato nessuno: faccio solo il mio lavoro.

Anna Moana Rosa Pozzi, conosciuta con il nome di Moana Pozzi, nasce a Genova il 27 aprile del 1961, da una famiglia cattolicissima. Il padre, ricercatore nucleare e la madre, casalinga, danno a Moana un’istruzione ed una educazione ferrea in un istituto privato di suore. Trascorre la sua infanzia e l’adolescenza in molte parti del mondo, a causa dei numerosi trasferimenti necessari alla professione del padre.

Il nome Moana, che in polinesiano significa «laddove il mare è più profondo», fu scelto dai genitori sull’atlante geografico. Sorella di un’altra piccola star del porno, Baby Pozzi, vero nome Tamiko, ossia “fiore di nebbia” in giapponese.

Sin dall’adolescenza nasce nella giovane Moana il desiderio di apparire, di essere famosa. Perciò, terminati gli studi al Liceo Scientifico di Genova, ormai diciottenne e con tanta voglia di sganciarsi dalla formalità eccessiva della sua famiglia, decide di trasferirsi a Roma per intraprendere la carriera di modella e attrice. Non le manca nulla, è infatti una ragazza slanciata e formosa, con un sorriso disarmante e la giusta spregiudicatezza.

A Roma inizia a lavorare come modella, presentatrice in alcuni programmi televisivi e come comparsa.

Appena arrivata a Roma per guadagnare qualcosa risposi a delle inserzioni su Il Messaggero: “Cercasi modella per pittore”. Iniziai a posare nuda per aspiranti artisti e mi ritrovai nelle case di vecchi che volevano semplicemente fare i guardoni e negli studi di chi pensava di fare sul serio. Mi davano 10.000 lire all’ora.

Nel 1981 lavora su Raidue per una trasmissione di bambini Tip Tap e contemporaneamente gira il suo primo film hard sotto il falso nome di Linda Heveret, ma gli alti dirigenti della Rai se ne accorgono e Moana viene cacciata dalla rete televisiva.

La stessa Moana commenterà questo episodio come una “utile pubblicità“.

All’età di vent’anni, Moana intraprende ufficialmente la professione di pornostar, nel film Valentina, il suo primo film pornografico nel 1981. La sua carriera come attrice porno la vedrà protagonista di oltre una trentina di lungometraggi, tra cui: W la foca, Provocazione, Estasi con Rocco Siffedri, Delitto Carnale, Amami.

Il 1986 è l’anno dell’entrata nel circolo delle pornostar di serie A. Entra nell’entourage di Riccardo Schicchi e gira moltissime pellicole hard. La sua bellezza e la sua classe fanno decollare la sua carriera. Per moltissimi italiani è la donna ideale: dolce, ma anche estremamente passionale.

Nel 1987 la televisione, ipocritamente, la riscopre e la invita per affiancare i conduttori in diverse reti televisive sia in Rai che sulla neonata Fininvest. Lo scopo è quello di aggiungere “pepe” nelle varie trasmissioni del gruppo televisivo.

Moana diventa un’icona italiana del porno nel panorama cinematografico italiano e contemporaneamente recita anche in altre pellicole tradizionali: Borotalco di Carlo Verdone, Fuga dal Bronx, Vacanze di Natale di Carlo Vanzina, I pompieri di Neri Parenti, partecipa a numerose trasmissioni televisive come valletta e opinionista, fonda nel 1992 un partito politico “Il Partito dell’Amore” ; il 1991 è l’anno dello scandalo per la pubblicazione di un suo memoriale “La filosofia di Moana” dove, tra diverse carrellate di pensieri e aforismi, ci sono anche elenchi piuttosto nutriti di personaggi famosi con i quali Moana ha avuto una relazione. Con tanto di pagella sulle loro performance.

Nel 1993 lo stilista Karl Lagerfeld, da sempre alla ricerca di idee nuove e “particolari”, fa sfilare Moana in passerella a Milano.

A soli 33 anni però, la carriera di Moana si interrompe tragicamente il 15 settembre del 1994. Una morte improvvisa, scioccante, avvenuta in una clinica di Lione ufficialmente per un tumore al fegato. Ma il corpo non fu mai visto. I funerali si svolgono in forma privata per il volere della famiglia. Questo ha dato il via a numerose ipotesi anche tra le più disparate, come un’uscita di scena anticipata, una fuga in India, una lotta disperata contro l’AIDS….

Probabilmente la verità non si saprà mai, ma di certo il nome di Moana Pozzi rimarrà sempre saldamente legato alla figura che è riuscita a crearsi, diventando una leggenda.

Ritenuta la pornostar più famosa di tutti i tempi, Moana è riuscita con la sua classe, la sua innata eleganza, con il suo fascino intellettuale e la sua determinazione, ad essere eletta non solo come icona dell’erotismo, ma anche come donna da ammirare e rispettare, paradossalmente accostata ad un nuovo tipo di femminismo. Una figura che ha incarnato il tipo di donna misteriosa in grado di far perdere la testa anche agli uomini più potenti e che esercitava a chi le stava accanto un magnetismo senza eguali.

Senza dubbio Moana si è circondata da un alone di mistero anche e soprattutto dopo la sua misteriosa morte.

Disse:

La pornografia esalta il lato oscuro del desiderio. Il sesso è anche nero, contorto, corrosivo; non è sempre una cosa solare, gioiosa. A me piace l’oscenità; mi annoia invece la volgarità, che è cattivo gusto e basta. L’osceno è il sublime.

«Ricordo la mia infanzia come un periodo sereno e senza problemi. I miei genitori erano affettuosi e attenti ai miei bisogni e a quelli di mia sorella Mima, di due anni più giovane. Mia madre ci aiutava a correggere i compiti e si preoccupava che fossimo sempre in ordine e ben vestite. Mio padre cercava di consigliarci buone letture, tutte le domeniche ci portava a messa e dopo a comperare le paste. Tra di noi c’era una grande armonia ma guai a parlare di sesso ! Era l’unico argomento tabù. Quando cominciai a interessarmi ai ragazzi ovviamente l’atmosfera cambiò, i miei diventavano possessivi e severi, terrorizzati dalla possibilità che io potessi avere dei rapporti sessuali. Di sera non mi facevano uscire e io scappavo dalla finestra, mi proibivano di leggere libri spinti (Moravia era considerato osceno) e io lo facevo di nascosto, mi obbligavano a vestire da collegiale e io, uscita da casa, correvo da una mia amica a mettermi minigonna e tacchi alti. Non vedevo l’ora di diventare maggiorenne e di essere finalmente libera»

Ho perso la mia verginità nella primavera del 1976 all’età di quindici anni. Lui ne aveva ventitré, si chiamava Antonio ed era uno studente universitario. Un pomeriggio mentre stavo aspettando l’autobus si fermò con la sua Mini Cooper e mi chiese se volevo un passaggio. Accettai e mi ritrovai nella pineta di Mornese. Lui non mi piaceva ma devo ammettere che avevo un gran desiderio di provare cosa fosse il sesso nel modo più completo

A cinque anni dalla morte di Moana, il 7 giugno 1999, Mauro Biuzzi e la madre Giovannina Alloisio Pozzi costituirono l’Associazione Moana Pozzi.

Il sito Internet dell’associazione, aperto nel 2004 dopo cinque anni di preparazione, è un “museo online” dedicato all’attrice e il maggiore archivio gratuito esistente di immagini, informazioni e documenti originali su tutte le attività di Moana.

Biuzzi, quale Presidente dell’AMP, ha svolto numerosi interventi nei media italiani e stranieri, come anche alcune azioni legali a tutela dell’immagine di Moana; l’associazione ha anche istituito il premio annuale Miss Moana.

Vivi come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai.


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