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Il successo non si valuta in base a quanti soldi si fanno, ma in base alla differenza che facciamo nella vita delle persone.

Michelle Lavaughn Robinson nasce a Chicago il 17 gennaio del 1964. Da subito si impegna molto negli studi, raggiunge infatti la laurea in legge ad Harvard: con questo titolo di studio comincia successivamente a lavorare presso il piccolo studio legale di Sidley Austin.
Qui, nel 1988, Michelle diventa assistente di un uomo che poi, nel 1992, diventerà suo marito, stiamo parlando di Barack Obama.

Dopo la morte del padre la donna si trova a riconsiderare tutta la sua vita: lascia così lo studio legale per dedicarsi al lavoro nel settore pubblico.

Nel maggio 2006 la rivista Essence la colloca tra le “25 donne più ispiratrici del mondo”

Nel settembre 2007, nella “The Harvard 100” , viene posta al 58º posto nella lista dei più influenti ex allievi di Harvard; nella stessa classifica Barack Obama appare al 4° posto.

Che con Barack sarebbe stata una love story divertente, Michelle l’aveva immaginato: non ha mai nascosto la sua complicità con “quel giovanotto con le orecchie a sventola”, come ama definirlo.

Quello che forse non avrebbe immaginato era che Barack Obama sarebbe diventato Presidente. Ma la verve politica di suo marito l’aveva certo abituata a un crescendo di consensi alla sua personalità pubblica in veste di senatore dal 1996.

Da quel momento, l’ascesa di Barack Obama sarebbe stata un percorso senza sosta verso la Casa Bianca. Ha potuto contare sul supporto della moglie, Michelle, durante tutte le campagne elettorali della sua storia. La presidenza Usa iniziata nel 2009 e la conferma alle elezioni del 2012 hanno aperto le porte della White House alla famiglia Obama, appassionando l’America a quel sogno d’amore ed eleganza che è rimasto nel ricordo di tutti.

Michelle Obama è senza ombra di dubbio la First Lady americana più amata e apprezzata degli ultimi decenni.

La moglie del Presidente degli Stati Uniti d’America è la prima donna afroamericana a ricoprire il ruolo di First lady e terminerà il suo mandato costellato da numerosi successi e qualche difficoltà.

La 54enne avvocata statunitense ha più volte ribadito alla stampa e in generale ai media che molte sue battaglie sociali, civili e culturali sarebbero continuate anche dopo la fine del suo mandato.
Una delle ultime battaglie avviate dalla moglie del 44º Presidente degli Stati Uniti d’America si intitola Let Girls Learn: un’importantissima e pregevole iniziativa lanciata a dicembre 2015 volta ad aiutare più di trenta milioni di ragazze che non possono andare a scuola in tredici Paesi: Albania, Benin, Burkina Faso, Cambogia, Etiopia, Georgia, Ghana, Moldavia, Mongolia, Mozambico, Tailandia, Togo e Uganda. Tutto ciò è possibile grazie al proficuo lavoro di settemila volontari dei Peace Corps. Questo utilissimo programma consentirà di trovare delle soluzioni con le comunità locali per abbattere le barriere che impediscono alle ragazze di frequentare la scuola secondaria.

Un’altra delle sue campagne storiche contro la sedentarietà e l’obesità è Let’s move, ovvero Muoviamoci. In America il problema dell’obesità infantile è molto diffuso: ne soffre un bambino su tre. Lotta contro l’obesità, alimentazione corretta per i bambini e regolare attività fisica sono i pilastri principali di questa battaglia.
Let’s move perché come ha più volte detto Michelle Obama: “Smettiamola di stringerci le mani e di parlarne citando le statistiche. Dobbiamo muoverci, dobbiamo agire, diamo ai nostri bambini il futuro che si meritano”.

La crociata salutista di Michelle ha creato non poche difficoltà al Governo americano che ha avuto diversi problemi nel monitorare ed effettuare gli opportuni controlli sulle oltre 25mila aziende che operano nel settore biologico.

Michelle ha inaugurato la vita da First Lady portandosi dietro il bagaglio maturato in anni di battaglie e consapevolezze. A cominciare dalla fiera educazione protestante del padre Fraser Robinson, che ha lavorato sodo per permettere alla moglie Marianne di dedicarsi completamente alla crescita dei figli in un appartamento con una sola camera da letto al secondo piano di un palazzo su Euclide Avenue.

Per diversi anni Michelle e il fratello hanno dormito in un’area del salotto divisa da quella da pranzo solo da un pannello. «Tutto quello che so e che faccio — confessò Michelle a un reporter nel 2008 — si è formato intorno alla vita che ho vissuto in quell’appartamento».

A Life, Peter Slevin racconta che al secondo anno di Princeton, il fratello di Michelle, Craig, disse ai genitori che avrebbe cambiato università in favore di una più economica. Il padre gli rispose: «Sarei molto deluso se sapessi che stai prendendo una decisione così importante sulla base di cose che possiamo permetterci».

Craig restò a Princeton, dove due anni dopo venne raggiunto dalla sorella Michelle. È nel prestigioso ateneo del New Jersey che la futura First Lady capisce cosa vuole dire essere discriminate sulla base del colore della pelle: qualche settimana dopo l’arrivo, i genitori bianchi della sua coinquilina chiedono di cambiare appartamento.

Una volta entrata nella Casa Bianca, ha protetto con attenzione la privacy delle sue figlie e vietato al marito, salvo urgenze, riunioni ed eventi ufficiali dopo le 5 del pomeriggio. «Con echi del senso di stile di Jackie Kennedy — ha scritto Douglas Brinkleyfeb sul «New York Times» —, il pollice verde della signora Bird Johnson e la protezione zelante della famiglia da parte di Nancy Reagan, Michelle Obama si è accreditata come una forza morale». Per marito e figli, ma anche per la Nazione.

Una First Lady che non ha paura di dichiararsi un «prodotto della cultura pop» se serve a raggiungere il cuore della gente.

Come ha spiegato alla rivista «Variety»: «Dove sono le persone? Di certo non stanno leggendo gli editoriali sui grandi giornali o guardando i talk show d’informazione della domenica mattina. Stanno guardando la tv!».

L’America non ha dimenticato il sorriso e l’energia di Michelle : il messaggio duro che ha tenuto nel cassetto per mesi, come il marito, per rispetto del ruolo istituzionale di “ex” e del lavoro del nuovo team della Casa Bianca, Michelle Obama lo ha lanciato in un recente incontro a Las Vegas e gli Stati Uniti tornano a impazzire per quella che resta una delle First Ladies più popolari della storia.

La signora Obama ha tenuto questo primo evento per una delle associazioni che presiede, “When we all vote“, gruppo bipartisan creato per spingere alle urne al di là delle affiliazioni politiche più persone possibile: “Abbiamo i leader per cui votiamo, abbiamo le politiche per cui votiamo. E se non andiamo a votare è il momento in cui abbandoniamo l’idea di governo per le persone e fatto dalle persone“.

Durante il comizio di Las Vegas qualcuno dal pubblico ha chiesto alla ex First Lady di candidarsi per la prossima corsa alla Casa Bianca: ma lei ha sorriso e scosso la testa. “Facciamola finita con questa storia“, ha detto.

Puoi essere bella quanto vuoi, però dimmi….. se il mondo fosse cieco, quanta gente riusciresti ad impressionare? – Michelle Obama


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