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Se dovessero chiedermi quali siano gli elementi che caratterizzano storicamente l’Europa, risponderei che certamente uno è il rapporto di distinzione e contrapposizione all’Islam.

Non si può parlare di Europa senza riconoscerla quale luogo di diffusione e affermazione del Cristianesimo e di come esso abbia forgiato storicamente e politicamente il continente, così come non si può non riconoscere nel mondo mussulmano l’antagonista millenario e il pericolo persistente di conquista e sottomissione alla religione islamica. Ne parlava alcuni anni fa un celebre saggio che annunciava l’imminente scontro di civiltà fra, appunto, Islam e cristiani, lo raccontano milioni di testi di storia e cultura pubblicati negli ultimi 1500 anni e ne abbiamo avuto conferma con la recente vicenda dell’Isis.

Il confronto ha origine nel VII secolo d.C., quando Maometto si dichiarò profeta del Dio unico Allah e presentò un libro di precetti religiosi che deve informare la vita quotidiana dei fedeli, fra cui il dovere di diffondere il Corano e a combattere gli “infedeli” nel mondo: fu l’inizio del Jihad (“guerra santa”) che dalla remota Penisola Arabica avrebbe in pochi decenni sottomesso tutte le terre del Maghreb, del Medio Oriente e dell’Asia meridionale, fino all’India. Tale grandiosa avventura fu condotta dai seguaci del “sunnismo”, una delle tante correnti che ancora oggi compongono l’Islam fondata da un rivale del profeta a cui si ispirarono le dinastie Omayyadi, Abbasidi e Selguichidi, che per secoli si spartirono tutti i territori controllati.

Dopo aver conquistato la Spagna, la Sicilia e pochi altri bastioni sulle coste mediterranee, i saraceni vennero fermati dai Carolingi sul limitare dei Pirenei e avversati per secoli prima dai longobardi e in seguito dai normanni, che nell’XI secolo d.C. riuscirono a strappar loro l’isola e a fondarvi un proprio regno cristiano. Nella penisola iberica, invece, iniziò una lunga guerra di Reconquista da parte dei regni cristiani del nord, che si concluse solo nel 1492 d.C. con la presa di Granada e l’espulsione di tutti i mussulmani. Solo pochi anni prima, però, i turchi Ottomani avevano espugnato l’antica capitale dell’Impero Bizantino e sottomesso all’Islam l’intera area dei Balcani, che sin dal I secolo d.C. era stata inclusa nell’impero romano-cristiano orientale. Nell’arco di questi lunghi secoli di conflitti si collocano le Crociate (a partire dal 1099 d.C.) che avevano consentito di costituire regni cristiani in “Terra Santa” con capitale a Gerusalemme, definitivamente perduta nel 1187 d.C. ad opera del “feroce Saladino”, leader dei Selgiuchidi.

La presenza costante dell’Impero mussulmano a Oriente divenne uno dei fattori di unità del mondo cristiano europeo, nonché di sviluppo dei commerci interni al continente, visto che la tradizionale “via della seta” che anticamente conduceva in Estremo Oriente era di fatto chiusa e penetrata solo dall’abilità diplomatica delle repubbliche marinare di Venezia e Genova e dei bizantini. Sempre per via del blocco orientale, Colombo tentò l’impresa di raggiungere “le Indie” navigando verso ovest e scoprì le Americhe (nello stesso anno in cui i cristiani conquistavano Granada…), aprendo così ai commerci europei nuove rotte e la possibilità di colonizzare e cristianizzare le nuove terre che via, via vennero scoperte nel mondo. La minaccia turco-islamica tornò a farsi pressante a partire dal XVI secolo d.C. quando la stessa Vienna, capitale dell’Impero cristiano, venne posta sotto assedio per mesi e l’intera Europa orientale occupata dalle truppe del sultano.

Va detto che il Sultanato era un costrutto politico-sociale che imitava quasi esattamente il sistema imperiale bizantino, che gli islamici stessi avevano imparato a conoscere nei secoli di confronto lungo l’Ellesponto. Lo stesso dicasi per la concezione della Umma, la totalità della comunità mussulmana sottomessa al potere dispotico del sultano, che era speculare all’antica nozione di Oikumene cui s’ispirò Alessandro Magno nel fondare l’estemporaneo impero ellenistico, divenuto poi modello da imitare nei secoli a venire.

Anche questo perenne conflitto terminò a favore degli europei cristiani, grazie alle ripetute vittorie degli eserciti austriaco e russo nei secoli XVII-XIX d.C., alle guerre d’indipendenza che portarono a fine ‘800 Grecia, Bulgaria, Romania e Serbia a liberarsi del gioco islamico, fino alla totale sconfitta militare, politica e religiosa inflitta nella Prima Guerra Mondiale alla Turchia, ridimensionata alla penisola anatolica (nei confini attuali), destabilizzata e laicizzata con il regime militare di Atatürk (1922 d.C.).

La stessa Europa usciva da un plurisecolare processo di secolarizzazione fondiaria e di laicizzazione istituzionale (che diede vita agli stati nazionali e alle moderne repubbliche democratiche) proponendosi al mondo quale paladino dei diritti umani e delle libertà dei cittadini ovunque. Questa è stata infatti la retorica e la politica dell’Occidente verso il “mondo mussulmano” (che ancora oggi abbraccia l’ampia mezzaluna afro-asiatica un tempo posta sotto il sultanato…) fino a qualche anno fa, quando per uno dei tanti moti di eterogenesi dei fini della storia, l’Islam è tornato a dettare legge nel mondo. Anche se così non sembra, gli stati arabi del Golfo Persico (rigorosamente sunniti…) hanno ormai pieno controllo su molti gangli del tessuto economico, sociale e culturale europeo, finanziano direttamente l’islamizzazione del continente europeo, nonché le truppe dell’Isis e di altri terrorismi islamici (es.: al Qaida), gestiscono il mercato mondiale del petrolio (essenziale risorsa energetica per l’Occidente) e sono fautori delle massicce migrazioni di afro-asiatici mussulmani verso l’Europa.

Continuando così, in pochi decenni il nostro continente diventerà islamico e assoggettato ai potenti sceicchi del deserto, per la gioia di Carlo Magno, Riccardo “cuor di leone”, Luigi II d’Ungheria, Isabella “la cattolica” e tanti altri che hanno dedicato il proprio impegno per un’Europa cristiana. Un disegno iniziato alle origini del Cristianesimo e condotto con successo per duemila anni da tutti i popoli europei, che oggi invece sembrano aver perso la bussola, oltre che le proprie radici storico-culturali, sotto la guida di un’èlite politico-economica che si ispira al liberalismo, alla laicità e al mercatismo, dove tutto è merce e non esistono più confini, né differenze, né idee né sentimenti religiosi.


Reader's opinions
  1. Ermanno Visintainer   On   4 Settembre 2019 at 16:15

    Mussulmano con due S. Bravo, complimenti! Sunnismo una delle correnti dell’Islam? Complimenti ancora per l’erudizione. Sembra quando la Fallaci in un’analoga invettiva, all’interno del suo famoso libro, scrisse scorrettamente il nome del poeta Omar Khayyam, che poi nel mondo islamico è noto per le sue provocazioni e la sua presunta apostasia . Come se non sapesse nemmeno ciò di cui stava parlando. Ma prima di sciorinare ‘sta accozzaglia di dati storici sconnessi ti sei preso il tempo di studiare un po’ di storia di quel mondo? a me non sembra…

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