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Usarci


Stamattina, dato che la Chicca è andata a Ferrara da parenti, mi sono dedicato ad attività tipicamente virili: con due amici, anzianetti e fisicamente svantaggiati, come me, sono andato a fare una passeggiata sui colli di Bergamo.

Queste escursioni da pensionati sono, in realtà, una miniera di spunti, per la mia attività succedanea di imbrattacarte, perché i miei compagni di sventura mi riferiscono sempre coserelle interessanti, cui io, tutto preso dalle mie cimminerie, altrimenti, non farei caso.

Stavolta, mi è stata sottoposta una considerazione sulla scuola, che subito vi giro, miei affezionati electomagici, acciocchè ne traiate, a vostra volta, qualche riflessione.

Il protagonista è uno buono e bravo: che sia buono ve lo garantisco di mio, mentre che sia bravo è dimostrato dal fatto che, anni annorum, salvò mio figlio, del tutto tetragono alle matematiche, da una solenne trombata settembrina.

Ordunque, il Nostro diviene vicepreside vicario (ovvero facente funzioni) in un istituto superiore della ridente mesopotamia orobica: si tira un culo come una capanna e, alla fine, riesce a mettere ordine nel solito, immane, casino.

Il ruolo non è di quelli facili: tu sei un insegnante qualunque, ma ti devi anche assumere qualche responsabilità extra. Ci sono, ad esempio, segretari amministrativi che si imboscano il materiale informatico, avallo di documenti, mille e mille gherminelle: insomma, è una menata mica da ridere, fare il vicepreside. Senza contare che, spesso, il dirigente, che uno deve sostituire in caso di necessità, non c’è o, se c’è, monta in piedi pasticci inverosimili, tanto che non si capisce se è solo scemo o è anche un imbroglione.

Sia come sia, uno si aspetterebbe che tutta questa fatica ricevesse un giusto guiderdone: il caro e vecchio verbo latino “mereo” significa tanto meritare quanto guadagnare. Le due cose, in definitiva, dovrebbero andare di pari passo. Invece, sorpresona: alla fine dell’anno, il mio amico si mette in tasca qualcosa come 1.500 euro. Capito bene? Per far girare una scuola superiore, ti becchi 1.500 euro all’anno?

In compenso, quelli che si sono occupati di attività del tutto marginali o, se preferite, aggiuntive, come i flussi migratori (?), il gruppo sportivo o il cyberbullismo, si sono intascati il triplo.

E notate che, il più delle volte, si tratta di fuffa: chiacchiere e distintivo, del genere di indossare magliette rosse per restare umani. Io ci ho pensato e ripensato. Poi, sono giunto ad una conclusione: dato che tutte queste attività fanno riferimento a precisi indirizzi ideologici della scuola o sono in mano a gente che fa parte della combriccola legata a quei precisi indirizzi ideologici, siamo al cospetto di vere e proprie forme di finanziamento illecito. Micro tangenti, che vanno a rimeritare coloro i quali mostrino di fiancheggiare una precisa idea politica, un preciso indirizzo propagandistico, una precisa Weltanschauung.

Altrimenti, non si spiega come un insegnante che si occupi di cyberbullismo possa guadagnare il triplo di chi si spacca la schiena dieci ore al giorno per far funzionare una scuola.

Avete presente gli ispettori ministeriali, miei cari electomagici? Una volta erano dei cialtroni che giravano a vanvera: oggi, rimettiamoli in auge, dopo averli ben ben resettati. E mandiamoli ad ispezionare: quanti soldini si potrebbero recuperare e ridistribuire secondo giustizia! E quanti dirigenti sarebbero costretti a cambiare mestiere…


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