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Che magnifico alibi, la paura. Che, per molti italiani, si è trasformata in terrore così l’alibi si è rafforzato. I governatori di Sardegna e Calabria decidono, coraggiosamente, di offrire ai sindaci delle rispettive regioni la possibilità di aprire o meno alcune attività e, subito, scattano le polemiche dei conigli.

Polemiche sacrosante, perché anche per decidere serve coraggio e la paura attanaglia i sindaci come i sudditi. Solinas e Santelli non hanno obbligato nessuno ad uscire, hanno offerto una possibilità in più di farlo.

Criminali, irresponsabili”, sono gli epiteti più usati nei confronti di chi ha l’ardire di gustarsi un cono appena prelevato in gelateria invece di lasciarlo sciogliere nel tragitto verso casa. “Ci vogliono infettare tutti”, strillano altri terrorizzati. Eppure è difficile contagiare, stando per strada, chi è appollaiato sul divano di casa.

Il popolo di pecore e conigli (ex navigatori, santi ed eroi) non vuole che ricomincino le attività lavorative. Meglio incassare il reddito da divano, guardando la tv, piuttosto di correre rischi uscendo di casa. Si può sfidare la sorte solo per comprare le sigarette ed il gratta e vinci. Cosa ci sarà poi da vincere, stando barricati? Forse un divano nuovo?

Non uno, tra conigli e pecore, che si domandi chi mai pagherà quel reddito da divano. Da dove arriveranno quei soldi, a chi dovranno essere restituiti. Nei supermercati si fa la coda, alle casse, dietro agli ospiti non invitati, muniti di spessi pacchetti con i buoni pasto da 25 euro, gentilmente offerti dai contribuenti. Soldi sottratti alle infrastrutture, alla sanità, alla ricerca, all’istruzione.

Ma non si può fare altrimenti. Perché rischiare la vita per incontrare gli amici? Per gustare un piatto in un ristorante? Per lavorare e guadagnare onestamente, costruendo un futuro per i propri figli? Per divertirsi, giocare, godersi un tramonto sul mare o da una vetta? Perché rischiare la vita solo per vivere?

I dittatorelli dello Stato Libero di Bananas sanno di poter contare sul sostegno di chi ha paura e di chi usa la paura come scusa per non far nulla. Renitenti alla vanga ma refrattari a qualsiasi sforzo di qualunque tipo. Che provvedano gli agricoltori a sfamarli, che provvedano i volontari a consegnare il cibo in ogni casa. Loro, i conigli, non possono rischiare, non possono affaticarsi. E quando i soldi per mantenere i renitenti alla vanga saran terminati, allora spediranno a lavorare gli incoscienti che hanno osato prendere un caffè al tavolino di un bar sardo o calabrese. Laddove, perlomeno, i sindaci non si sono opposti per il terrore di offendere il lìder minimo ed i suoi dittatorelli.


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