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La Giustizia italiana, non paga del disgustoso “scandalo procure” che ha portato – tra l’altro – ad una faida all’interno del pd, ha pensato bene di coprirsi pure di ridicolo.

Invitando ad intervenire al proprio “Festival” (…) in quel di Modena l’ineffabile Amanda Knox. Ovviamente ben “foraggiata” e con corte privata nonché ennesimo fidanzato al seguito in gita premio.

Già. Perché costei senza compenso manco aprirebbe l’uscio di casa. Commoventissimo il suo intervento, rorido di lacrime a gettone. Inevitabili le lamentele nei confronti dei giudici italiani per poi in seguito ringraziarli. Vista la sua assoluzione in via definitiva per il delitto Kercher assieme al suo allora boy friend Raffaele Sollecito. Rimase “solo” una condanna per calunnia, già scontata. E nell’oscurità del gabbio invece solo il terzo complice Rudy Guede, ivoriano. Naturalmente imperdonabile, diversamente, la stampa “cattivona”.

Inutile riassumere gli eventi, che tutti ricorderanno, del 1° novembre 2007, allorchè la povera studentessa inglese fu assassinata. Altri particolari tutt’altro che trascurabili invece sì. E cioè i “paracadute” di cui i due fidanzatini poterono servirsi dopo una precedente sentenza di condanna. Per la prima una pressione inaccettabile esercitata dagli Stati Uniti sull’onda di una furiosa campagna innocentista. Nonostante il fatto che il nostro sistema giuridico sia ben più garantista del loro. Abituati da sempre nel condannare alla pena capitale un numero imprecisato di persone innocenti.

Per il secondo l’avere alle spalle una famiglia più che agiata. Anche se poi, evidentemente, si trovò ad approfittare più che altro di quello della sua amichetta. Infatti sotto la minaccia incombente, quantomeno, d’un incidente diplomatico, la Knox fu assolta dalla Cassazione in via definitiva “per non avere commesso il fatto”. E come ovvio scagionando lei, stessa cosa doveva avvenire per Sollecito. Diversamente la storiella proprio non poteva stare in piedi. Per cui condannato in via definitiva con rito abbreviato rimase soltanto il famigerato Guede. Che di certi “aiutini” non poteva certo fruire. Attenzione. La sentenza parla di “delitto IN CONCORSO”. Ah si? E con chi? Qualche misterioso ectoplasma, forse? Strano. Allora non si parlò di “razzismo”…

Oltre a quanto detto in precedenza la beffa di dover risarcire profumatamente i due piccioncini per ingiusta detenzione.

Questa vicenda ne ricorda un’altra. Che ancor meglio dimostra quale sia l’atteggiamento statunitense nei confronti della giustizia italiana. Ovvero la strage della funivia del Cermis del 1998.

Allorchè un aereo militare americano, volando ad altezza inferiore al consentito, tranciò i cavi della medesima facendola precipitare e causando la morte di venti persone. I responsabili furono processati nel paese “a stelle e strisce” e ovviamente assolti. Tragedia rimasta impunita. Inutile aggiungere altro.

Diritto Italiano bye bye…


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