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Più numerosi, infinitamente più giovani. I No Tav rispondono alla manifestazione delle madamine e di Giachino con un corteo che impiega più di 3 ore per riuscire ad approdare nella stessa piazza Castello che aveva accolto i favorevoli all’alta velocità tra Torino e Lione.

E non ha alcuna importanza come riusciranno a taroccare i dati alla Busiarda o nei giornali collegati. Se la sfida era sui numeri, i No Tav hanno vinto. Per non infierire ricordando il flop della manifestazione Si Tav di Forza botulino, con poche centinaia di anziani, e quella ancora più patetico di +Europa.

Così quello delle madamine, e di chi le ha sobillate, si è rivelato un clamoroso autogoal perché ha risvegliato gli avversari in fase dormiente.

Un vero colpo di genio. D’altronde madamine e mandanti hanno una conoscenza della montagna limitata alla profondità del manto nevoso ed al numero di piste aperte nel fine settimana.

Un po’ poco per convincere le popolazioni che abitano in Val Susa. Popolazioni che hanno interessi diversi, idee diverse, valori diversi. Ma che ritrovano compattezza di fronte all’arroganza di chi li invita ad abbandonare le proprie case ed il proprio paese perché le madamine hanno fretta.

Poi si può condividere o meno la posizione di chiusura, ma di certo non si può condividere l’atteggiamento di chi non si è mai degnato di conoscere i problemi di un territorio ingannato già dalle promesse non mantenute in occasione della costituzione dell’autostrada. Utile, utilissima, ma realizzata mentre gli impegni presi con le popolazioni non venivano rispettati.

Forse le madamine ignorano anche questo particolare. Come è evidente che i mandanti, chiusi nei loro palazzi e nelle sale riunioni, non abbiano la benché minima idea del sentimento popolare. E vanno inevitabilmente incontro ad autogoal di questo tipo.

Non è bastato neppure paventare violenze nel corteo per scoraggiare le presenze di intere famiglie, con bambini che distribuivano auguri natalizi No Tav, con carrozzine, con anziani. Ed era sorridente la piccola delegazione dei gilet jaunes arrivati dalla Francia.

Tutto tranquillo al di là di una stupida colonna sonora salvata soltanto dalla banda che suonava Rosamunda. E al termine del corteo erano i contestatori a ripulire strade e portici dai rifiuti.

Ma ora bisognerà fare i conti anche con questa piazza, dopo aver dato ascolto ai prenditori che hanno organizzato la manifestazione precedente e minoritaria. D’altronde non si può pretendere che madamine e prenditori abbiano una benché minima conoscenza di Sun Tzu.


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