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La Regione Basilicata è senza presidente da un mese.

Il governatore Marcello Maurizio Pittella è agli arresti domiciliari, coinvolto con un’altra ventina di persone (dirigenti e medici) in un’inchiesta della Procura di Matera sulla sanità, dove si addensavano appetiti clientelari, favori per assunzioni, concorsi taroccati e scatti immeritati di carriera.

In questi giorni il clima è surreale. Senza una guida, tutto tace.

Le vicende politiche ed amministrative della piccola-grande regione meridionale scrivono un’altra brutta pagina.

Nel 2013 il Consiglio regionale fece i bagagli anticipatamente per una vicenda legata a rimborsi, non dovuti, ottenuti da diversi consiglieri con il coinvolgimento diretto dell’ex governatore Vito De Filippo, successivamente premiato dall’amico Renzi come sottosegretario alla Salute e all’Istruzione.

Il voto autunnale di quell’anno portò in dote il governatore-gladiatore Pittella, costretto quest’anno a vedere il mare di Maratea con il binocolo. Già, Maratea. La perla del Tirreno. Luogo in cui il jet set lucano e non solo ha accolto Sophia Loren, insignita della cittadinanza onoraria marateota in un turbinio di luci, colori e applausi sudaticci.

Il tutto mentre la Lucania cerca di non morire con i dati Istat e Svimez che parlano chiaro e scattano una fotografia impietosa: 2mila lucani ogni anno vanno via, spopolamento dei borghi, disoccupazione sempre alta nonostante i giacimenti petroliferi sulla terraferma più prolifici d’Europa.

Non bastano le rassicurazioni di intellettualoidi con la paglietta da mietitore ad invertire la rotta. Il cinema non può da solo essere la soluzione dei problemi.

Eppure, con la complicità dei manovratori della scarna informazione locale si vuole far passare l’idea di un eden in cui le produzioni cinematografiche nazionali e straniere rappresentano la risoluzione dei mali. Continua però ad essere un amaro lucano.

A parti invertite, immaginiamo un presidente del centrodestra arrestato, ci sarebbe stato il finimondo. Sarebbe scoppiato un saturnale. Un vero e proprio incubo delle notti di mezza estate. Sindacati indignati, intellettualoidi con la paglietta e l’infradito intenti a dibattere con la pancia piena nei lussuosi lidi tirrenici, mezzi busti esperti di provolone podolico impegnati nel giornalismo di denuncia e “di richiesta”.

Tutto tace in questa surreale estate lucana con la politica bloccata – fatta salva sempre la presunzione di innocenza – dalle inchieste giudiziarie. Meglio brindare, con i bicchieri di plastica e vino spunto, meglio le crapule di piazza (la chiamano cultura in certe parti).

Meglio distrarsi. Tanto la legge elettorale, a tre mesi dal voto delle regionali, si può fare con calma e si può tentare di confezionarla su misura.

E le opposizioni? Come si stanno attrezzando? Il centrodestra nicchia, come al solito. Un po’ infingardo, un po’ pigro. Da venticinque anni ha preferito non vincere.

Meglio una comoda opposizione, a parte qualche caso di contrapposizione energica, di denuncia e di contenuti. Troppo impegnativo creare una classe dirigente, stare tra le persone, rappresentare i territori. Meglio stare nel palazzo e mantenere un filo diretto con il potere. Non si sa mai. Silenzio di tomba da parte dei settanta sindaci del Pd che nei mesi scorsi hanno firmato un appello per rivedere il loro idolo Pittella ricandidato. Silenzio imbarazzato ed imbarazzante per molti di loro convinti di veder approvati vari progetti per la valorizzazione di siti di interesse storico con la presentazione di proposte poco credibili ed incomplete. Il santo protettore non ha fatto il miracolo. I santi è meglio pregarli in chiesa.

Qualcosa si muove nel M5S anche se le recenti votazioni online, con le quali con poco più di trecento voti è stato scelto il candidato presidente, Antonio Mattia, non convincono ma mantengono viva la voglia di voltare pagina e di avviare una fase di alternanza finora mai vista.

In questo scenario la Lega può con il Movimento Cinque Stelle contribuire a sparigliare le carte e aprire nuovi scenari.

Qualcuno pensa sia troppo tardi. Vedremo cosa accadrà dopo questa surreale estate lucana, quando un anno fa non c’era che lui. I brindisi e le sfilate vip nella perla del Tirreno qualcuno potrà solo farseli raccontare nel salotto di casa.


Le opinioni dei lettori
  1. francesco belluscio   On   11 agosto 2018 at 12:29

    Hai descritto un paesaggio quasi “Comune” a tanti territori dove vige una certa la stessa analisi può calzare a meraviglia nel mio disastrato territorio Sud Milano. E con gli stessi protagonisti malamente attivi(Pd) e complici passivi ,la pres-unta opposizione. Non pervenuti nè grillini e nè Pentastellati….

  2. Giuseppe   On   11 agosto 2018 at 15:11

    L’uomo cinematografico con la paglietta si capisce chi è. Gli intellettualoidi in paglietta al mare a Maratea non capisco chi sono. Forse funzionari pubblici e delle partecipate , qualche sindacalista e imprenditori amici. Non vedo neanche il piccolo ceto intellettuale di salveminiana memoria. Solo clientes compresi quelli ormai agganciati al nuovo treno pentaleghista che raccoglie tutto e tutti .Il gattopardo è in movimento.

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