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Ci si era ripromessi si restare ben alla larga dalla politica. E quanto seguirà, sebbene la riguardi molto alla lontana, con essa ha ben poco a che vedere.

Nel titolo ci s’intende riferire all’atteggiamento che si ha nei confronto delle parti avverse comunque ed in ogni caso “contro”, per l’appunto. E “a prescindere” tanto per fare tre esempi a caso dalla realtà, dalla logica ma soprattutto dal buon gusto. Senza offrire alcunché di propositivo. Basta scagliarsi contro quanto sostenuto dalla parte avversa. Sempre e comunque.
Anche senza aver la pretesa di scomodare i “grandi sistemi” ciò avviene puntualmente anche in ambito locale.

Dove giunte nascono e si sciolgono come neve al sole troppo spesso per semplici ripicche e/o antipatie personali. Riuscendo a vedere elettori facenti capo ad una “corrente “ diversa della stessa area votare per l’avversario pur di non vedere sulla poltrona di sindaco una figura evidentemente poco gradita. Nel contempo, attenzione, ben pronti a scattare dai blocchi di partenza al fine di raggiungere il carro dei vincitori.

Si spieghi un comportamento del genere che diavolo abbia a che fare con la politica…

A livello nazionale, comunque, la cosa non può che ripetersi. In maniera più evidente e, se possibile, peggiore. Specie nei confronti di un problema enorme che solo occhi ed orecchie foderati di non si sa bene di cosa possono ignorare; ovvero quello dell’immigrazione.

Si ha una bella faccia tosta nel sostenere che, parlando di quest’ultima, sia ben più alta quella “percepita” rispetto a quella reale (sembra di sentir parlare di temperature massime nell’ambito di qualsiasi bollettino meteo).

Eppure si assiste ad una progressiva ed inarrestabile decadenza dei centri storici di qualunque città. Tra buona parte dei negozi chiusi e l’inesorabile desertificazione oltre l’orario di chiusura dei pochi rimasti in attività. In contesti, comunque, frequentabili poco volentieri anche durante il giorno. Tra mendicanti, spacciatori piazzati presso ogni portone anche in contesti un tempo ridenti e considerati autentici “salotti”.

Il tutto tra bambini e massaie, giovani e anziani. Nella rassegnazione.

Allora forse sarebbe proprio il caso di mettere da parte plateali manifestazioni d’ipocrisia nonché carità pelosa – con una decisa rappresentativa di personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo – per avvicinarsi al primo specchio disponibile, fissarsi negli occhi, soprattutto ponendosi seriamente la domanda su chi sia il credulon a cui si ha la “ pretesa d’andarla a raccontare”.

Altro che buonismo tanto al mucchio.

E allora come risolvere il problema?

Forse, per una volta, mettendo da parte i propri non sempre cristallini interessi. Ed accettare che vengano presi provvedimenti talvolta drastici ed impopolari. Come del resto già fatto in maniera ben più rigida da stati a noi confinanti che giammai si risparmiano nel definirsi “alleati”. A discapito della tanto sottovalutata Italia.


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