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Chi si trovasse a passare da Voghera, per un motivo o per l’altro, non potrebbe davvero mancare una visita al locale Museo Storico “G. Beccari”, dal nome del fondatore nell’anno 1971. Esso è ospitato in una parte, circa 1200 mq. divisi in tredici sale, dell’ex Caserma di Cavalleria già Vittorio Emanuele II, poi Zanardi Bonfiglio. All’epoca una delle più grandi del Regno.

All’ingresso, come ad accogliere il visitatore, un carro armato Sexton canadese modificato, in servizio presso l’Esercito Italiano fino agli anni ’50.

Il succitato Museo custodisce cimeli civili e militari di particolare pregio. Collezioni di divise ed armi a partire dagli inizi del XIX secolo fino alla Seconda Guerra Mondiale. Con particolare riguardo per il periodo del Risorgimento, ampiamente rappresentato. Ma non solo.

Parte di esso è dedicato alle figure di vogheresi illustri. Si citano, ad esempio, l’ing. Grattoni, autore insieme ad altri del traforo del Frejus. L’astronomo Giovanni Plana cui Vittorio Emanuele I affidò la direzione dell’Osservatorio Astronomico posto in una delle torri di Palazzo Madama di Torino. Un cratere della luna porta il suo nome. La cantante lirica Marietta Gazzaniga. Ricordata al Teatro alla Scala, dove interpretò brani di Giuseppe Verdi, e all’Accademia Musicale di Filadelfia.

Il bene più famoso è senz’altro la pistola Beretta M34 cal.9 che sarebbe stata usata a Dongo per uccidere Benito Mussolini e Claretta Petacci. Si usa il condizionale poiché, secondo alcune fonti, le circostanze di tale fatto non sarebbero mai state del tutto chiarite. Nella sala dedicata alla Croce Rossa, poi, è conservata l’automobile A112 sulla quale nel 1982 trovarono la morte in un agguato mafioso il Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro.

Sono poi custodite, esposte in buona parte, divise militari italiane – tra cui quella di Re Vittorio Emanuele II – e di Forze armate straniere. Centinaia di armi da fuoco e bianche, leggere e pesanti.

Una biblioteca militare con volumi, diari e numeri unici di vari Reparti. L’archivio cartaceo, con migliaia di lettere di militari ed ufficiali dal fronte, diari e memorie, cartoline militari e civili, calendari, manifesti e stampe. Quello fotografico, di momenti e protagonisti delle guerre della Storia Italiana.

Un’inestimabile raccolta di medaglie, tra cui introvabili distintivi dell’Impero Austro Ungarico. E a completare il tutto migliaia di oggetti di natura varia, con valore civile e militare. Con la sicurezza, in ogni caso, d’aver tralasciato qualcosa.

Per chi fosse interessato, il Museo è visitabile il martedi, mercoledì e venerdì dalle 15.00 alle 17.30. E sicuramente ne vale la pena.


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