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Non se ne può più!
Chiunque abbia una pensata, più o meno politicamente corretta, subito si persuade che sia la scuola a doversene fare carico.

È successo anche martedì scorso, quando il nuovo ministro pentastellato della scuola Fioramonti, intervistato da Flavia Amabile per La Stampa, ha affermato che “l’ecologia e l’ambiente devono diventare materie scolastiche”. Come se tali tematiche fossero una novità, scoperte solo oggi dal ministro, e non siano già ampiamente trattate in tutte le scuole di ogni ordine e grado da parte dei prof di scienze, di educazione fisica, di lettere, di geografia, e non siano già presenti come insegnamenti curricolari in diversi istituti tecnici e professionali.

Ma si sa: il neoministro più che un insegnante è un economista che ha lavorato per la Fondazione Rockefeller e scrive su Open Democracy, il sito web finanziato da George Soros.
Ma qualcosa di nuovo che potesse essere accettato anche dai suoi colleghi di governo se lo doveva pure inventare dopo che già due sue proposte sono state bocciate: è il caso della “tassazione delle merendine” derisa da Di Maio e la circolare che invita i presidi a giustificare d’ufficio le assenze degli alunni causate dalla partecipazione a manifestazioni ambientaliste. Una presa di posizione, quest’ultima, che dimostra come Fioramonti ignori la realtà delle scuole italiane, nelle quali si giustifica di tutto. Basta che su un pezzetto di carta ci sia la firma, spesso falsificata, di un genitore.

Inoltre, per invogliare i docenti a cavalcare l’onda ambientalista, il nostro promette loro “più risorse e un ruolo centrale”. Come se qualche euro in più in busta paga potesse trasformare tutti gli insegnanti in paladini della causa ecologista. Per quanto riguarda il “ruolo centrale” è difficile riuscire a riconquistarlo, dopo che per decenni si è fatto di tutto per ridurre i professori a demotivati e stanchi burocrati costretti a riempire inutili verbali dopo aver partecipato a riunioni altrettanto inutili; dopo che si è cercato in tutti i modi di eliminare qualsiasi autonomia di pensiero a chi si sforzava, e si sforza tutt’ora, di trasmettere una qualche conoscenza a pargoli demotivati e distratti.

Peraltro il neo ministro ha ribadito nell’intervista la necessità di inserire in Finanziaria risorse pari almeno a tre miliardi di Euro per avviare la sua “rivoluzione” delle merendine, delle assenze non giustificate e dell’insegnamento dell’ecologia. E ha minacciato, in caso contrario, di rassegnare le sue dimissioni.

Se questa intenzione fosse confermata si potrebbe pensare che, entro la fine dell’anno, il dicastero di viale Trastevere potrebbe risultare vacante.

Ma di recente troppi sono stati i politici che hanno minacciato di andarsene e poi sono rimasti saldamente e spudoratamente al loro posto.


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