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Battisti è perfetto. Se avessero fatto un casting per trovare il cattivo in un film sugli anni di piombo, lo avrebbero preso senza nemmeno fargli aprire bocca.

Ha tutto del “vilain”: la faccia da gatto lupesco, l’improntitudine da vigliacchetto con le chiappe parate, la nomea di uno che mandava avanti gli altri se c’era brutta aria, il fisico insignificante di chi spara alle spalle.

Insomma: Battisti sembra fatto apposta per catalizzare l’odio della gente.

E, infatti, da decenni, Battisti è l’eponimo del terrorismo paraculato: protetto dai progressisti Francesi e da Lula, ovvero dalle due più ridicole emanazioni fenomeniche del gauchisme internazionale.

Memorabili i suoi scatti da Parigi, a fare l’esistenzialista che scrive gialli, o da Rio, con tanto di cucurbitacea e cannuccia, in spiaggia: e, sempre, quando l’hanno beccato e quando è scappato, quando brindava al paparazzo o si faceva intervistare da qualche inviato condiscendente, aveva quel mezzo sorrisetto stitico, che ti dava la voglia di prenderlo a pappine. Troppo perfetto per essere vero.

Intendiamoci: non sto mica dicendo che Battisti non sia un ripugnante delinquente, privo di coscienza e spudoratamente cinico. Sto dicendo che è il terrorista giusto al momento giusto.

Infatti, stamane, i social traboccano di commenti tra l’entusiastico e il giustizialista: ridi pagliaccio, ti aspettiamo, buttiamo via le chiavi, speriamo marcisca in galera. Laddove, sappiamo tutti che, in Italia, in galera non marcisce neppure lo yoghurt lasciato sul davanzale.

Però la gioia, mista a sadismo, è tanta: una gioia collettiva, popolare. Una gioia che rischia di farci perdere di vista il vero problema: l’autentico moloch di cui Battisti è solo la squallida manifestazione umana.

In Italia, quelli che hanno finanziato, protetto, nascosto, difeso e, alla fine, riabilitato i mille e mille Battisti di quel periodo infame che furono gli anni del terrorismo, sono ancora tutti al loro posto: invitano degli assassini a tenere conferenze, tacciono su nomi, mandanti, esecutori, di delitti feroci ed insensati.

E la soddisfazione per Battisti arrestato rischia di eclissare la memoria del nemico vero: che è inafferrabile assai più che Battisti, perché è immateriale, e si chiama collusione.

Perché, quando il gatto lupesco se ne andava ad ammazzare la gente, c’erano decine di migliaia, forse centinaia di migliaia di nostri concittadini che tifavano per lui e per quelli come lui: nelle fabbriche, nei salotti, nelle redazioni dei giornali.

Tutta gente che si è limitata a ritirare il capino nella propria buca, senza recedere, senza abiurare, perché nessuno mai si è sognato di chiederglielo.

Oggi, fanno i direttori di telegiornali, i medici umanitari, i pacifisti in servizio permanente effettivo: allora, però, stavano dalla parte di Battisti, non da quella delle sue vittime.

In Italia, esistono ancora le uova del drago, e si schiudono ogni volta che c’è bisogno di abbaiare contro i rischi, veri o presunti, del fascismo: ogni volta che suona il richiamo della trombetta rossa, questi piccoli Battisti dormienti si destano, e ricominciano a fare danni.

Certo, non sparano: i tempi sono cambiati e un vigliacco attacca solo in due casi, ovvero quando sa che non rischia nulla o quando sa che non ha nulla da perdere.

Però, seminano odio: sono la versione a bassa intensità dei terroristi d’antan. L’odio è lo stesso: gli strumenti sono cambiati.

Perciò, non gongolate troppo per l’arresto di Battisti: troppo facile prendersela con lui, che sembra fatto apposta.

Gongolerete quando chi ammazza a sprangate un ragazzino, poi non torna come se nulla fosse alla vita civile: gongolerete, quando chi uccide, bruciandoli vivi due fratelli, resterà in carcere vita natural durante.

Gongolerete quando gli assassini avranno un nome: quando chi li conosce tornerà ad essere un uomo, denunciandoli.

Quando saremo un Paese normale, allora sì che potrete gongolare: Battisti non è che un contentino.


Le opinioni dei lettori
  1. Walter Jeder   On   14 Gennaio 2019 at 12:38

    Bravo Cimmino che lo scrivi chiaro e tondo! Il rientro in Italia di Battisti non mi entusiasma. Questo schifo d’uomo – nessuna dignità di “rivoluzionario” per questo arrogante assassino – finirà, con la sua fisionomia infame, con l’inquinare una possibile revisione, in prospettiva storica, degli anni ‘70/80 (per molti, il suicidio di una generazione). Difensori radical chic e manettari con la bava alla bocca si accapiglieranno, per la gioia dei loro attempati burattinai. I veri mandanti e una lista di killer impuniti si fregheranno le mani!

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