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Che senso aveva l’organizzazione terroristica, la rete, nella vecchia Russia pre-rivoluzionaria viene chiesto a Piotr Stepanovic,

con “tanti delitti, scandali e turpitudini” e questo rispose: “per scrollare sistematicamente le basi della società, disfarla sistematicamente e rovinare tutti i princìpi.”

Chiarissimo Dostoevskij nel delineare – con uno dei suoi capolavori – l’ondata nichilista di fine ottocento che fu il preavvertimento all’ottobre sanguinario in cui – per dirla alla Lacan – il popolo suddito, nell’ebbrezza rivoluzionaria, uccise il Padre della Santa Madre Russia e si ritrovò schiavo del Padrone delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

C’è un ‘però’ che distingue questi sabotatori, in sé perversamente romantici, ad altri figuri dell’Italia contemporanea, un ‘però’ che è compensato nelle parole del “Breviario del rivoluzionario” di Necaev:

Il rivoluzionario è un uomo perduto. Non ha interessi personali, né affari privati, né sentimenti, né proprietà, neppure un nome.

I De Magistris, gli Orlando, i Nardella, i Falcomatà ed altri non sono disposti a rischiare il patibolo per distruggere questo paese; essi hanno un nome ed un cognome, e gli interessi privati sono legati a quel meccanismo retributivo in cariche e benefit che si chiama ‘apparato elettorale’.

Non è romanticismo, il loro, ma usufruizione cinica degli allogeni per istituire delle truppe di supporto alle loro prossime candidature.

Così, la stessa cinica spregiudicatezza è caratteristica dei carrozzoni sindacali, da tempo rappresentativi di se stessi e svuotati di qualsivoglia partecipazione operaia, che necessitano di un nuovo proletariato da buttare nei cortei e sfruttarlo a fini di contrapposizione al potere politico attuale.

Questi figuri mentono sapendo di mentire. Sanno benissimo che dietro all’invasione in atto ci sono interessi criminali antinazionali; conoscono benissimo le trame mafiose che sostengono e favoriscono il traffico dei nuovi schiavi; sono a conoscenza benissimo dell’interesse del capitalismo transnazionale affinché questa sostituzione di popoli avvenga; sono informati benissimo delle atrocità di cui sono capaci questi odiatori della nostra civiltà; sono al corrente benissimo del fatto che il 95% dei presenti sul territorio non provengono né da guerre, né da fame, né da persecuzioni varie, quindi da rimpatriare.

Sanno benissimo tutto, ma il loro astio, il loro spirito distruttore, la loro freddezza affaristica sono superiori all’interesse del popolo e della Nazione.

Facciamo nostre alcune prospettive.

Se, con l’acqua alla gola, si dovessero difendere rifacendosi all’ignoranza, spariscano per incompetenza.

Se fossero, come sono, in malafede, vengano eliminati per comportamento criminale.

Se fossero soltanto dei derelitti buontemponi – chi con la kūfiyyah in testa come Orlando, o chi con la bandana come De Magistris – vengano denunciati per oltraggio al paesaggio e scompaiono dalla circolazione.

Se invece, come è, si ravvisino dalle loro rivendicate esternazioni un attacco allo Stato, vengano rimossi e puniti.

In ogni caso, che i nichilisti vengano tolti di mezzo e si dia parola e spazio solo a coloro che amano questo Paese.


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